Terroristi, pazzi e pupariTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Terroristi, pazzi e pupari

Nemmeno il tempo di riprendersi dopo la strage di Nizza che arriva un’altra strage, questa volta a Monaco di Baviera. A realizzarla un altro pazzo, dicono, con il brand del terrore che si pubblicizza come se fosse un marchio. E mentre tutti, sgomenti, si chiedono cosa si possa fare contro il terrore nessuno si domanda: Cui Prodest? E la risposta, forse, è che conviene a tutti, anche a chi sulla carta dovrebbe combattere il terrore. 

Ormai le notizie di terrorismo arrivano quasi con una cadenza quotidiana, al punto che il rischio di assuefarsi è molto alto. Attenzione però perchè sarebbe perlomeno superficiale prendere per buona l’interpretazione data dai nostri media, che come al solito cercano di far passare una determinata versione della realtà perchè è quello che chiedono i loro finanziatori. Innanzitutto i governi europei ci vogliono far credere che siamo senza strumenti contro il terrore, che dobbiamo quasi metterci il cuore in pace perchè i terroristi non si possono fermare. Peccato che quando il terrorismo era di altra matrice la polizia si dimostrava molto più ottimista, solerte ed efficace, perchè? Non stiamo insinuando nulla, beninteso, eppure ci domandiamo come mai ci sia questa sensazione che l’Occidente non voglia in fin dei conti realmente combattere lo Stato Islamico. Non si comprende come mai ci siano voluti almeno tre anni prima di combattere l’Isis, anzi lo si comprende fin troppo bene. Sembra quasi che la morte di qualche centinaio di civili siano danni collaterali da mettere in conto in cambio di vantaggi geopolitici di altra natura. Ma anche a non essere complottisti e a prendere per buona la versione dei media, la domanda Cui Prodest?  andrebbe fatta ugualmente. E chi trae vantaggio da attentati continui? Ovviamente coloro i quali propongono la chiusura delle frontiere e il militarismo. Ecco quindi che quegli stessi governi che avrebbero sulla carta il compito di difenderci sono quegli stessi governi che hanno tenuto per anni un atteggiamento ambiguo nei confronti dell’Isis, basti pensare alla Turchia accusata dalla Russia d fare affari con il Califfo senza che nessun paese europeo o gli Usa provassero il minimo imbarazzo, anzi l’Ue ha pensato bene di dare miliardi ad Ankara per la gestione dei profughi. Per non parlare di questo brand del terrore che porta lupi solitari e imitatori a farsi saltare in aria o a sparare sulla folla per imitazione, chiaramente causata da disturbi psichici. Ma non ha senso voltarsi dall’altra parte, gli emarginati sono tra noi proprio perchè il sistema capitalistico ha fallito e non funziona, di conseguenza la lotta a questo moderno terrore dovrebbe diventare una lotta contro questo modello economico perchè il numero di persone emarginate e senza niente da perdere sembra dover aumentare piuttosto che diminuire proprio a causa delle scelte economiche scellerate di Ue e Usa.

Tribuno del Popolo

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