Thailandia. L'esercito occupa le tv e dichiara la legge marzialeTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Thailandia. L’esercito occupa le tv e dichiara la legge marziale

Caos in Thailandia dove l’esercito ha occupato tv e radio e ha imposto la legge marziale. Ora si tratta e ci dovrebbero essere elezioni per il prossimo 3 agosto. 

L’esercito della Thailandia ha occupato diverse stazioni radio e tv e ha imposto la legge marziale facendo piombare il Paese nel caos e nella paura.  Niwatthamrong Boonsongphaisan, primo ministro ad interim, ha annunciato alla popolazione quello che sta succedendo annunciando anche che nuove elezioni si terranno il 3 agosto e che l’esercito starebbe agendo “pacificamente e all’interno della Costituzione”. La sensazione è che si tratti di un vero e proprio pronunciamento militare, l’ennesimo in Thailandia dove una recente sentenza della Corte Costituzionale ha sostanzialmente estromesso con l’accusa di corruzione l’ex primo ministro  Yingluck Shinawatra e diversi ministri. Ciò ha portato alla reazione dell’esercito che ha subito preso il controllo dei media e , annunciando la legge marziale, ha detto di intervenire ai sensi di una legge del 2014 e di non aver commesso alcun Golpe. I soldati oltre a occupare le sedi di tv e radio hanno fatto irruzione anche in tutti i principali edifici governativi, tutto questo mentre contemporaneamente il primo ministro ha detto di aver aperto colloqui con i vertici militari. I canali occupati sono più di dieci e sarebbero stati privati anche delle antenne di trasmissione. Nel centro di Bangkok inoltre sono stati segnalati posti di blocco da parte dei militari che si sarebbero schierati in forze nel centro della Capitale mentre i manifestanti hanno denunciato di essere stati letteralmente circondati in un quartiere. Non sono tardate le reazioni internazionali con la Casa Bianca che ha avvisato come la legge marziale decretata dall’esercito debba essere solo una misura temporanea: Tutte le parti in campo devono rispettare i principi democratici e garantire la libertà d’espressione“, afferma in un comunicato la portavoce del dipartimento di Stato americano Jen Psaki, esprimendo l’inquietudine di Washington per la crisi politica in Thailandia. Preoccupazione emersa anche a Tokyo, dove il governo giapponese ha auspicato una soluzione pacifica ai disordini: “Sollecitiamo con forza le parti interessate a dare prova di moderazione e a non usare la violenza” ha detto il portavoce del governo, Yoshihide Suga.

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