"The Interwiew", un altro punto di vistaTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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“The Interwiew”, un altro punto di vista

Da qualche giorno qualcuno ha ottenuto quello che voleva dal momento che non si fa che parlare nel bene e nel male di “The Interwiew”, il film prodotto negli Stati Uniti che parla di un piano della Cia per eliminare Kim Jong-Un. Oltre a proporre tutti i luoghi comuni sull’Oriente riproposti in salsa neocolonialista e a prendersi gioco di Pyongyang, sembra quasi che tutta la vicenda degli hacker sia una enorme campagna di marketing per pompare il film.  

Si è detto s scritto molto in merito al film “The Interwiew”, al punto che si può asserire che chi lo ha prodotto e girato avrà stappato diverse bottiglie di champagne per festeggiare vista la straordinaria pubblicità fatta al film in modo completamente gratuito da parte dei media di tutto il mondo. Il motivo è presto detto, la solita fiaba di Natale del dittatore cattivo, Kim Jong-Un, che ordina un attacco hacker per fermare il film che lo mette alla berlina scatenando così la reazione del capo dei “buoni”, ovvero Barack Obama, che ha subito espresso il desiderio di vedere il film nelle sale per Natale, perchè si sa, la “democrazia” non si fa certo piegare dai capricci di un dittatore. Una bella storia di Natale peccato che la Nord Corea abbia smentito ogni coinvolgimento nell’attacco di pirateria informatica condotto contro la Sony, la casa produttrice del film. Al punto che verrebbe quasi da pensare che si tratti di una sorta di “False Flag”, una enorme operazione di marketing congegnata magari dagli stessi creatori della pellicola.

Esageriamo con il complottismo? Può darsi, eppure negli ultimi giorni non si è fatto che parlare del film e del tentativo degli hacker di fermarne la pubblicazione. Inoltre The Interwiew non è certo un film di denuncia impegnato, si tratta di una pellicola molto leggera intrisa peraltro di pregiudizi e luoghi comuni, non certo un kolossal o un film che dà da pensare a chi lo guarda. Semmai si tratta di un action movie spensierato e comico dove vengono riproposti anche tutta una serie di luoghi comuni dal forte sapore colonialista nei confronti degli orientali in genere. Stereotipi veri e propri che hanno finito per fare offendere anche tutti gli orientali in genere piuttosto che i sostenitori di Pyongyang. Quello che salta all’occhio però è che c’è qualcosa che non torna in merito al presunto attacco hacker lanciato per fermare la diffusione del film. Innanzitutto Kim Jong-Un, per quanto fosse infuriato per la pubblicazione del film, avrebbe davvero anche solo potuto pensare di fermarne l’uscita solo con un attacco informatico alla Sony? E anche ammesso che lo abbia pensato, nessun consigliere gli avrebbe suggerito che avrebbe finito per fare indirettamente pubblicità al film? Difficile pensarlo ancor più che il governo della Nord Corea sicuramente non corrisponde a tutti gli stereotipi offerti dal mainstream occidentale.

Pyongyang inoltre ha detto chiaramente di essere estranea all’attacco alla Sony e ha altresì affermato di averne le prove e di essere disposta ad aprire una indagine congiunta con gli Stati Uniti per fare luce sull’accaduto. Un semplice bluff? Possibile, ma gli Stati Uniti come al solito pur asserendo di avere le prove del coinvolgimento della Nord Corea non le esibiscono e si ergono a difesa della libertà di espressione. Se è vero che a pensar male si fa peccato ma purtroppo spesso ci si azzecca ecco che viene da pensare che magari potrebbe essere stato tutto architettato per mettere “The Interwiew” sotto i riflettori di tutto il mondo proprio nel giorno di Natale prendendo così due piccioni con una fava ovvero pubblicizzando gratis il film e nel contempo screditare ulteriormente la Nord Corea come nemica della democrazia e della libertà di espressione. Anche perchè il tira e molla del viene pubblicato, ritirato e poi trasmesso nelle sale è sembrato davvero poco casuale e molto costruito così come la presenza improvvisa dei due protagonisti Rogen e Franco in uno dei cinema dove il giorno di Natale è stato comunque proiettato il film.

Gb

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