Torino respinge il razzismo della LegaTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Torino respinge il razzismo della Lega

Torino respinge il razzismo della Lega

Una lunga giornata di mobilitazioni a Torino contro la manifestazione organizzata dalla Lega Nord contro l’immigrazione. Presidi antirazzisti sono stati organizzati in tutta la città per respingere la visione razzista e intollerante del Carroccio. 

Photo Credit:  Rossi Andrea , La Stampa.

Torino non è una roccaforte della Lega Nord e non lo è mai stata. Vuoi per la sua storia “rossa”, vuoi perchè è una metropoli internazionale, la Lega Nord ha sempre avuto vita difficile nel capoluogo torinese. Forse anche per questo i pasdaran del Carroccio hanno deciso di scegliere proprio Torino per la loro iniziativa contro l’immigrazione. Borghezio, Bossi, Cota, Maroni e tutti i generali padani si sono dati appuntamento a Torino per realizzare quella che ci sembra niente altro che una becera provocazione, peraltro proprio all’indomani dell’ennesima strage di migranti a Lampedusa. La cittadinanza non poteva quindi tollerare una tale manifestazione di ignoranza e razzismo e ha deciso di reagire fin dal mattino con presidi e volantinaggi in tutta la città. Si è continuato poi nel pomeriggio con il concentramento antirazzista in Piazza Castello con migliaia di persone che si sono radunate per esprimere rabbia e contrarietà nei confronti della Lega Nord. Dal conto loro i leghisti hanno portato in piazza meno di quattrocento persone, tutte scortate dalla polizia, e hanno scandito gli ormai soliti slogan contro l’immigrazione. In Piazza Cln il corteo leghista è stato aspramente contestato da una cinquantina di persone e la tensione è aumentata con scontri in via San Tommaso, dove la polizia impediva alla contestazione di raggiungere i leghisti, che intanto scandivano il loro ormai tristemente noto mantra “Padania Libera”. Insomma una giornata di tensione, con migliaia di torinesi che sono scesi in piazza per mostrare che Torino non è una città razzista, e soprattutto per indicare che i cittadini non si lasciano abbindolare dal Carroccio, che con i suoi scandali Belsito e Trota ha perso ogni credibilità e ora si riduce a fare concorrenza all’estrema destra per provare a salvare un partito ormai screditato sotto ogni punto di vista.

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