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giovedì , 19 gennaio 2017
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Torna il gelo tra Mosca e Washington

Torna il gelo tra Mosca e Washington

La Casa Bianca ha annullato l’incontro bilaterale tra Obama e Putin rivelando al mondo che le relazioni tra Mosca e Washington sono tornate vicino alla soglia della tensione. Un ritorno alla “guerra fredda” voluto dagli Stati Uniti, che non sopportano di avere rapporti paritari con altri Stati.

Ci fu un tempo, più di vent’anni fa, in cui i rapporti tra Russia e Stati Uniti erano idilliaci. Semplice, al Cremlino era arrivato Eltsin, aveva smantellato l’Unione Sovietica, provvedendo ad accontentare gli americani in tutti i modi privatizzando il privatizzabile e portando al collasso uno Stato, la Russia, che era stato capace di trattare da pari a pari con la Casa Bianca per decenni. Inutile ricordare che prima di Eltsin Stati Uniti e Unione Sovietica  erano ai ferri corti, si fronteggiavano indirettamente ovunque nel mondo in quella che è stata felicemente soprannominata “Guerra Fredda”. Gli Stati Uniti hanno da sempre anelato al controllo totale del mondo, e non hanno mai tollerato che esistesse un’altra superpotenza, l’Urss, capace di contenderle il predominio sul globo. Da qui la ferrea volontà di annientare il comunismo, le migliaia di testate nucleari prodotte dagli Stati Uniti, le pressioni diplomatiche e non sul blocco socialista. Una volta conseguito il loro obiettivo ecco collassare l’Unione Sovietica nel giro di pochi anni, ecco che gli Stati Uniti sono diventati il padrone incontrastato del mondo per tutti gli anni Novanta, potendo gestire e organizzare il mondo a piacimento.

Oggi però le cose sono cambiate. Al Cremlino non si trova più un fantoccio come Eltsin, ma un uomo come Vladimir Putin che pur avendo reciso il cordone con il comunismo ha ben a cuore la sovranità di Mosca, e soprattutto non ha alcuna intenzione di diventare un servo ossequioso della Casa Bianca. Putin ha cercato di impostare il rapporto con gli Stati Uniti su nuove basi, su basi di parità, e per questo gli Stati Uniti sono andati su tutte le furie. A scatenare la rabbia della Casa Bianca è stato il caso Snowden, la talpa della National Security Agency, colui che è fuggito a Mosca portando con sè migliaia di dati sensibili, colui che ha infangato l’immagine idilliaca di Obama rivelando come centinaia di milioni di cittadini venissero spiati senza motivo dal governo. Inutile dire che Obama se l’è presa non poco, e non ha tollerato che Mosca abbia concesso riparo e asilo al ricercato numero uno Edward Snowden. Da qui la decisione senza precedenti della Casa Bianca di annullare l’incontro bilaterale tra Obama e Putin. Abbiamo raggiunto la conclusione che nella nostra agenda bilaterale con la Russia non si sono verificati progressi sufficienti a tenere un summit in Russia, all’inizio di settembre” ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca. “Siamo delusi dalla decisione del governo degli Stati Uniti di annullare il programma per la visita ai primi di settembre del presidente Obama a Mosca”, ha replicato il consigliere diplomatico di Putin, Iuri Ushakov, che è stato anche ambasciatore russo a Washington. E’ chiaro che questa decisione è legata alla situazione che è stata creata non da noi attorno all’ex ufficiale dell’intelligence (americano) Snowden”, ha aggiunto con una nota polemica, pur rinnovando l’invito a Obama e la volontà di dialogare con gli Usa. Ushakov ha avvertito inoltre che la mossa di Obama “testimonia che gli Usa non son pronti a costruire relazioni con la Russia su basi paritarie”. Il nocciolo della questione sembra essere proprio questo: gli Stati Uniti sono a parole disposti ad intrattenere buoni rapporti con tutti, tranne che con quelli che non riconoscono agli Usa il ruolo di “senior partner”. Chi non riconosce la supremazia degli Stati Uniti diventa un “rogue State” come la Corea del Nord, Cuba, Venezuela, Iran e Siria, oppure diventa uno Stato che non rispetta i diritti umani, vedi la Russia. 

Secondo molti analisti tuttavia questo incidente diplomatico avrà delle ripercussioni inevitabili nei rapporti geopolitici tra i due Paesi. I rapporti tra Mosca e Washington ormai stanno diventando tesissimi a causa dello scudo di difesa antimissile, della Siria. del commercio e della sicurezza globale, e anche per i diritti umani. Obama è stato fin troppo chiaro, ha fatto capire che nessuno può sfidare impunemente la Casa Bianca, da qui la decisione di annullare l’incontro con Putin.  Confermati  invece gli incontri dei ministri di Difesa ed Esteri previsti venerdì a Washington e lo stesso Obama ha confermato la seconda parte del suo viaggio in Russia, due giorni a Pietroburgo il 5 e 6 settembre per il summit multilaterale dei G-20.  Manca meno di un mese per il vertice del G 20 a Pietroburgo e il tempo stringe. Ci sono periodi in cui i russi sembrano tornare indietro ai tempi della Guerra Fredda“, ha detto Obama in diretta tv, l’ennesima presa in giro dato che gli Stati Uniti stanno continuando in tutti i modi a fare, letteralmente, tutto quello che vogliono in tutto il mondo. La colpa della Russia è avere una visione diversa su diversi temi, a cominciare dalla Siria, e questo porta Obama e i suoi sodali a invocare i soliti diritti umani, ignorando al contrario quello che accade tutti i giorni a Guantanamo. 

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