Torna l'inferno in Iraq. Scontri pesanti tra esercito e jihadistiTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Torna l’inferno in Iraq. Scontri pesanti tra esercito e jihadisti

Ormai in Iraq è guerra vera: i miliziani jihadisti sunniti dell’Isil dopo essere arrivati a 100 chilometri da Baghdad hanno attaccato Baqouba dove hanno trovato l’aspra resistenza dell’esercito iracheno. Intanto i jihadisti giustiziano civili e soldati e giungono voci di un pronto ritorno sul posto di contractors americani.

Si spalancano ancora una volta le porte dell’Inferno in Iraq dove una vera e propria guerra civile è riesplosa nelle ultime settimane a causa dell’avanzata verso Baghdad dei miliziani jihadisti dell’ISIL, gli stessi che da oltre tre anni operano in Siria contro il governo di Assad e che vorrebbero realizzare un nuovo Stato islamico che includa anche la capitale irachena. I miliziani jihadisti sono stati pressochè respinti dalla Siria dove hanno perso alleati anche tra i ribelli, e questo li avrebbe indotti a rientrare in Iraq per mettere il Paese a ferro e fuoco. La situazione in Iraq è a dir poco drammatica, varie città tra cui Mosul sono cadute nelle mani dei miliziani islamici, e anche Tikrit sarebbe caduta nelle mani degli integralisti, con oltre mezzo milione di persone in fuga. La situazione sta dunque precipitando ancor più che l’esercito iracheno è sembrato cedere terreno quasi senza combattere, almeno fino alle scorse ore. A Baqouba l’esercito si è riorganizzato e ha attaccato le milizie jihadiste scatenando violenti combattimenti, arrestandone l’avanzata momentaneamente. Non solo l’esercito ha bombardato le postazioni jihadiste anche a Saadiyah e Jalawla, località conquistate nella notte dagli estremisti dell’ISIL. Si tratta di una zona strategica in quanto apre alla marcia verso Baghdad. ma l’esercito iracheno ha mostrato di non essere disposto a cedere altro terreno senza combattere.  Spaventano però i modi utilizzati dall’ISIL, metodi sperimentati già in Siria sulla pelle di migliaia di vittime innocenti. Secondo diverse fonti i miliziani jihadisiti avrebbero giustiziato tutti gli ufficiali e i soldati dell’esercito regolare che si erano arresi a sud di Tikrit (Fonte agenzia Nina). Secondo la Nina elementi dell’Isis hanno giustiziato ufficiali e soldati della 17.a Brigata della Quarta divisione dell’esercito nella località di Altharthar, a sud di Tikrit, dopo che si erano arresi”. La notizia di esecuzioni sommarie è stata confermata anche dalla commissione dell’Onu per i diritti umani, così come la notizia dell’assassinio di 17 civili in una strada di Mosul che lavoravano per la polizia locale. Chi non può rimanere a guardare è l’Iran, con Teheran che ha investito molto sull’Iraq, guidato da uno sciita come Nuri al Maliki. Anche per questo l’Iran avrebbe dispiegato tre battaglioni delle forze speciali dei Pasdaran in Iraq per combattere assieme ai soldati iracheni, fonte confermata anche dal Wall Street Journal. Anche i curdi intanto reagiscono e si organizzano in milizie armate per far fronte all’avanzata degli islamisti, tanto che secondo il quotidiano “al Quds al Arabi” i miliziani curdi avrebbero ucciso una ventina di miliziani islamici jihadisti sconfinati in Iraq dalla Siria. Non solo, i curdi avrebbero anche preso le armi per difendere la città di Kirkuk, motivo in più che lascia pensare a scontri violenti nei prossimi giorni. In tutto questo giungono ovviamente voci che riguardano l’immediato ritorno di contractors e mercenari usa in Iraq, proprio per aiutare nel contenere l’avanzata Jihadista. Un atteggiamento sclerotico quello americano, che da un lato armano i ribelli in Siria, dall’altro mandano mercenari per arginare proprio gli stessi jihadisti in Iraq.

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