Tornano i Forconi, farsa o tragedia?Tribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Tornano i Forconi, farsa o tragedia?

“Prove tecniche di Golpe”, si potrebbe ironicamente commentare così la scena dell’elicottero che ha portato i leader dei “forconi” piemontesi sulla pista di atterraggio del campo volo di Casale Monferrato. A terra decine di persone in tenuta militare che sventolavano tricolori, tutti pronti a entrare in azione venerdì 5 dicembre quando, sostengono, “al tramonto scatterà l’ultimatum che abbiamo dato al governo di sciogliere le Camere”.

Sembrerebbe quasi il copione di un film comico e invece, ancora una volta, ci troviamo a commentare dei fatti di cronaca. Ricordate l’anno scorso il fantomatico “Coordinamento” del 9 dicembre? Nessuno lo aveva preso sul serio eppure intere città vennero bloccate dai cosiddetti “Forconi”. Esattamente un anno fa dedicammo ampio spazio a questo folcloristico movimento che ha congelato le strade di Torino e molte altre città. Peccato che poi siano arrivate le immagini dei saluti romani, dei blocchi stradali, dei negozianti minacciati di violenze in caso di mancata adesione, dell’atmosfera cupa che si respirava in città con tanti cittadini che in quei giorni si sono sentiti per davvero alla mercè di un gruppo di non meglio specificati manifestanti, molto spesso vestiti di nero e travisati, e con la polizia che in modo inspiegabile e assolutamente preoccupante non ha fatto nulla. E purtroppo non stiamo esagerando, ricordate la scena dei poliziotti che si sono tolti il casco in piazza? Ufficialmente lo avrebbero fatto per stemperare la tensione, ma stranamente non è mai successo quando in piazza c’erano gli studenti o i lavoratori, e dire che nè gli studenti nè i lavoratori hanno mai minacciato con le mazze i negozianti di chiudere nè hanno realizzato blocchi stradali continuati nelle ore di punta.

Poi, dopo tre giorni di caos e di mancato intervento da parte delle forze dell’ordine, la manifestazione finale al Circo Massimo dei forconi ha mostrato tutti i limiti del movimento dal momento che si concluse con un fiasco quasi colossale. Anche il leader, ricorderete Danilo Calvani, sembra non disporre del carisma del capoopopolo eppure a distanza di un anno, forse esaltati dal successo insperato dell’anno precedente, eccolo di nuovo ad arringare la folla e a lanciare nuovi ultimatum dal sapore golpista, ovviamente ignorati da parte delle forze dell’ordine. Addirittura i “Forconi” questa volta sembrano voler fare le cose in grande e hanno lanciato la cosiddetta “Operazione Giuditta”, nome scelto in onore di una delle figlie di Calvani. Nei giorni scorsi addirittura un elicottero affittato è atterrato sul campo volo di Casale Monferrato simulando un trasporto militare di documenti segreti, una sorta di parodia golpista che lascia però l’amaro in bocca vedendo come le forze dell’ordine sembrino del tutto indifferenti, come se fosse solo un gioco. E forse lo era davvero un gioco quando l’elicottero è atterrato di fronte a una platea di fedelissimi che lo aspettavano in tenuta militare e tricolore nella mano. Alla luce di questo tipo di modo di porsi è fin troppo facile capire quale sia l’immaginario di Calvani e soci, un immaginario che ci sembra impastato di alcuni miti dell’estrema destra, da quello della nazione (espresso dal tricolore), sino al mito del popolo che si fa giustizia da solo e all’esaltazione di aspetti e comportamenti militareschi. Addirittura il “Coordinamento 9 dicembre” si prepara alla mobilitazione di venerdì con toni quasi golpisti:  ”... non chiediamo, non trattiamo ma ESIGIAMO !! Signori politici, Signor Presidente della Repubblica, abbiate rispetto per il Popolo Italiano …. andatevene, questa volta andremo fino in fondo. Il 5 DICEMBRE iniziano le ostilità, il 9 DICEMBRE scade l’ULTIMATUM !!!”

Pensate un attimo a quale sarebbe stata la reazione delle forze dell’ordine se tale proclama fosse stato fatto da un movimento studentesco o dalla Fiom, eppure se a utilizzare toni golpisti sono i cosiddetti “forconi”, sembra quasi che sia tutto consentito. Ed è impossibile non essere preoccupati dal momento che ci troviamo in una situazione politica nella quale si sta facendo leva sulla guerra tra poveri e sulla xenofobia, con una società sempre più imbruttita dalla demagogia dell’estrema destra di Salvini e soci. Venerdì dunque scenderanno di nuovo in piazza, e non può essere casuale che i vari organizzatori regionali pongano l’accento sul coinvolgimento di alcuni ex militari: “Abbiamo più di un piano. Dipende da quanta gente aderirà  Ma ci aspettiamo la discesa in piazza di molte categorie. Con la manifestazione di oggi abbiamo dimostrato che i piloti sono con noi e molti di loro sono ex militari”, ha detto Visetti, coordinatore per il Piemonte. Insomma i “Forconi” ritornano e quest’anno sembrano essere più bellicosi e organizzati, e soprattutto dicono anche apertamente quale è il loro nemico: lo Stato. La nostra domanda è, lo Stato, che l’anno scorso non ha fatto assolutamente nulla per fermarli, quest’anno come si comporterà? A nostro giudizio i “Forconi” sono ben poca cosa, ma la sensazione è che servano per realizzare un determinato scenario per conto di qualcuno, ed è indubitabile che sarà una vetrina d’oro per tutti i vari gruppi neofascisti. Chissà se ci sarà qualcuno come l’anno scorso che cercherà di spiegarci che i Forconi sono dei genuini rivoluzionari girandosi dall’altra parte di fronte ai saluti romani e alle mimetiche.

photo credit: <a href=”https://www.flickr.com/photos/leliel98/11292688786/”>Ivan Crivellaro</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>cc</a>

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