Torpignattara. Arrestato anche il padre dell'aggressoreTribuno del Popolo
giovedì , 20 luglio 2017
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Torpignattara. Arrestato anche il padre dell’aggressore

In manette il padre del giovane romano accusato dell’omicidio di Muhammad, il 28 pakistano pestato a sangue lo scorso 18 settembre a Torpignattara.

Fonte: Oltremedianews

Arrestato il padre del giovane romano che ha picchiato a morte il giovane pakistano nel quartiere romano di Torpignattara. B.M.già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile, in concorso con il figlio minore - già arrestato nell’immediatezza dei fatti – dell’omicidio del cittadino pakistano KHAN Muhammad Shahzad, colpito con calci e pugni di inusitata violenza alla testa, la sera dello scorso 18 settembre in via Lodovico Pavoni, nel quartiere romano di Torpignattara.

La sera del 18 settembre scorso, il B.M., infastidito dal comportamento tenuto in strada dal giovane straniero, lo insultò affacciandosi dalla finestra di casa, per poi lanciargli contro una bottiglia e, successivamente, incitò il figlio minorenne ad aggredire il giovane pakistano, così inducendolo a porre in essere l’azione violenta [con frasi       quali “picchialo … ammazzalo”. In seguito, resosi conto di quanto accaduto, il B.M. minacciò gravemente le persone presenti al fine di assicurare a se e al figlio l’impunità e poi giustificare l’accaduto, attribuendo l’evento ad uno “sgarbo della vittima”.

Successivamente all’aggressione B.M., il quale è risultato aver istigato il figlio a colpire selvaggiamente la vittima, determinandolo in tal modo ad agire, è sceso in strada minacciando alcuni testimoni dell’aggressione affinché tenessero un comportamento reticente.

Immediatamente dopo l’arresto del giovane romano, nel quartiere si è tenuta una fiaccolata per chiedere la scarcerazione dell’aggressore. Nei giorni successivi alla vicenda la situazione è diventata rovente: uno pseudo comitato di quartiere, spalleggiato da individui che hanno voluto precisare di non essere razzisti, nonostante collanine d’oro con croci celtiche, ha cercato di incanalare la rabbia creando una situazione di intolleranza e portando in assemblea ragionamenti xenofobi.

Situazione che si è ricreata in altre periferie romane e che fa emergere una situazione di intolleranza cavalcata da chi , per anni ha “investito” in questi quartieri facendo una politica xenofoba.

Il figlio è accusato di omicidio con formula del dolo, mentre il padre è accusato di concorso in omicidio volontario con l’aggravante di avere determinato a commettere il reato il proprio figlio minore di anni 18.

Nicola Gesualdo

 

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