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venerdì , 18 agosto 2017
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Tra finanziamento pubblico e riduzione dei parlamentari..

Pubblichiamo un illuminante pezzo tratto dal blog di Davide Busetto.

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Finanziamento pubblico ai partiti. Far politica costa, credo che nessuno possa sostenere il contrario, tanto più se si vuol far politica con la P maiuscola. Vediamo almeno alcuni dei Paesi che non prevedono il rimborso o finanziamento pubblico ai partiti: Mauritania, Nigeria, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Botswana, Repubblica dello Zambia, Senegal, India, Pakistan, Afghanistan, Iran, Iraq, Azerbaigiàn, Nepal, Bangladesh, Regno del Bhutan, Birmania, Cambogia, Kirghizistan, Guyana. Più o meno tutti gli altri paesi del mondo prevedono rimborsi o/e finanziamenti. La Francia ad esempio prevede entrambi, la Germania solo il finanziamento annuale e gli U.S.A. i rimborsi delle campagne elettorali.Ora, se si vuol  far polemica su questo argomento la si può fare per carità, ma non credo che molti vogliano vedere l’Italia tra i paesi sopra elencati, per trovare la maggior parte dei quali è necessario andare su Wikipedia per cercarne la posizione geografica.

Riduzione dei parlamentari. Polemica che proprio non riesco a concepire questa. Ci si lamenta della poca democrazia del nostro Paese, di quell’élite che sta seduta in Parlamento, e la proposta qual è? Tagliamo i posti in Parlamento. Così da élite diviene l’élite dell’élite, la soglia di sbarramento per poter entrare nelle stanze dei bottoni sarà di conseguenza molto più alta e i partiti piccoli, normalmente quelli ai due estremi, avranno zero possibilità di aver rappresentanza parlamentare. Quindi dopo quel milione di cittadini che avrà votato un partito piccolo avrà lo 0% in parlamento, quei 3 milioni di cittadini che invece han votato un grande partito avrà il 60% dei deputati e dei senatori. Ora mi rivolgo in particolare a chi sostiene Grillo e quel movimento. Volete non essere chiamati anti politica? Gridate che servono 1000 deputati e 500 senatori, con stipendi dimezzati certo, ma che serve raddoppiarli. Bisogna aumentare la rappresentanza parlamentare. Mi viene da ridere quando si confronta il parlamento italiano con quello americano. In Italia c’è circa un parlamentare per 64.000 cittadini, negli U.S.A. ce n’è uno per circa 575.000 cittadini. Quindi facendo due rapidi conti, seguendo il modello della più grande democrazia al mondo l’Italia dovrebbe avere poco più di 100 parlamentari, per la precisione 104. Considerando che la coalizione vincente è sempre su cifre poco superiori al 50% e ha il premio di maggioranza, l’opposizione avrebbe 30/40 deputati. 30/40 deputati per rappresentare circa 30 milioni di elettori. E poi ci si lamenta che c’è poca democrazia…

Davide Busetto

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