Tragedia a Lecce: cede il solaio della scuola, muore un 17enneTribuno del Popolo
lunedì , 22 maggio 2017
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Tragedia a Lecce: cede il solaio della scuola, muore un 17enne

Andrea De Gabriele, giovane 17enne, è morto a Lecce nel liceo scientifico “De Giorgi” precipitando nel vuoto dopo che il solaio della scuola è ceduto. Non si può morire a scuola, ma la sicurezza degli edifici scolastici sembra quasi essere una cosa marginale.

Non si può morire a 17 anni in generale, figurarsi quando ci si trova a scuola, un luogo che dovrebbe essere deputato alla formazione intellettuale e dove i ragazzi dovrebbero sentirsi sempre sicuri e protetti. Non è stato così quest’oggi a Lecce, dove il giovane Andrea De Gabriele è morto cadendo nel vuoto dopo aver camminato sul solaio di un ambiente sottostante alla zona esterna utilizzata per educazione fisica dal liceo scientifico “De Giorgi”, nella città pugliese. E questa storia non può non ricordare quanto successe a Torino nel liceo “Darwin”, quando morì un altro 17enne, Vito Scafidi, ucciso dal crollo del soffitto della sua classe. Secondo le prime ricostruzioni il ragazzo sarebbe caduto nel vuoto nel tentativo di recuperare il suo giubbotto, lanciato per scherzo da un compagno. Il ragazzo sembra aver messo i piedi in fallo, forse su un tendone utilizzato per coprire gli ambienti sottostanti. “La Stampa” riporta che Andrea avrebbe preso una sedia per arrampicarsi sopra una inferriata, poi dopo averla scavalcata sarebbe precipitato nel vuoto per oltre quindici metri. Giunto in fin di vita in ospedale, è deceduto dopo mezz’ora di vani tentativi di rianimazione. Inutile cercare colpevoli da gettare in pasto all’opinione pubblica, è sicuramente comprensibile leggere commenti di ragazzi che chiedono dove fossero in quel momento i professori, tuttavia questo incidente terribile dovrebbe almeno riportare sul tavolo della politica, e con forza, il tema della sicurezza degli edifici scolastici. In tempi di crisi come questi non è possibile non trovare i fondi per ristrutturare adeguatamente e mettere in sicurezza le scuole da Nord a Sud. E andrà fatto al più presto, oppure rischieremo di trovarci ancora a rendere conto di immani tragedie come quelle di Vito e Andrea.

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