Trapianto di organi. Pericolo broker a Lampedusa?Tribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Trapianto di organi. Pericolo broker a Lampedusa?

Migranti adescati per trapianti in cambio di soldi e occidentali disposti a viaggi della speranza: i medici negano uccisioni.

Il commercio degli organi in Italia è illegale, ma non per Paesi quali Turchia, Pakistan, Tunisia, Egitto, Iran e altri Paesi dell’Europa dell’Est, dell’America centrale e dell’Asia. Il pericolo broker sta crescendo tra gli immigrati che arrivano a Lampedusa e lungo le coste della Sicilia, l’allarme è ormai diffuso. Sia prima che dopo l’attraversata è in agguato chi è pronto a offrire denaro in cambio di un rene o di una parte di fegato. Secondo il nefrologo Mauro Salizzoni, responsabile del centro trapianti di fegato della città della Salute di Torino, primo in Europa per numero di interventi, certe leggende vanno disdette: “Si raccontava di ragazzi trovati anche in Italia, sulle panchine dei giardini, mezzi intontiti, con una cicatrice fresca lungo il fianco. Oggi si parla di profughi partiti e mai arrivati che verrebbero uccisi e utilizzati come macchine da organi”. Storie impossibili secondo i medici, perché, per queste operazioni, serve che i donatori siano vivi: “ Prelevare qualunque organo è un intervento chirurgico complesso che non si può certo fare in una sala operatoria creata in un sottoscala, qualsiasi organo, dopo le analisi sulla compatibilità, deve essere prelevato a cuore battente, tenuto vivo in ospedale e questo esclude l’ipotesi delle uccisioni dei clandestini per il traffico di organi”. Ma aggiunge anche che “le cliniche, dove i trapianti avvengono legalmente e dove la compravendita degli organi non è un ostacolo, sono note. Nessuna comprometterebbe il proprio business con un traffico di cadaveri e di uomini o donne o bimbi rapiti”.

Nella disperazione c’è chi vede possibilità di guadagno e se gli uomini sui barconi non vengono uccisi, si pongono loro offerte e/o minacce. I disperati non hanno nessuna possibilità di accordarsi sul prezzo dei loro organi perché questo è deciso dai broker, prendere o lasciare in quanto ci sarà sempre uno più disperato disposto a vendersi per meno. Un rene in Yemen viene pagato 5 mila dollari per essere rivenduto a 60 mila; in Cina lo vendono per 15 mila e viene rivenduto a 47-48 mila dollari; in Israele è comprato a 10 mila dollari e venduto per l’impianto a 135 mila. Ma i broker si stanno rivolgendo anche agli occidentali e agli italiani: vedranno negli italiani i nuovi disperati? Ma almeno per noi italiani è più semplice in quanto è il donatore a decidere il prezzo e poiché simili operazioni sono vietate in Italia, si trasferiscono in quei Paesi dove la compravendita degli organi è possibile.

Glenda Silvestri

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