Trattativa Stato-Mafia all’americanaTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Trattativa Stato-Mafia all’americana

La notizia è dell’inizio di questo mese, ma è stata diffusa in Italia solo la settimana scorsa. A quanto risulta da alcuni documenti giudiziari, la DEA aveva costanti incontri con il cartello messicano della Sineloa, dagli addetti ai lavori definito come il più potente e su cui si è concentrata anche una parte del libro di Roberto Saviano, per ottenere informazioni in cambio di una certa libertà di azione.

Fonte: Oltremedianews

A portare la notizia in Italia è stato Roberto Saviano, la scorsa settimana, attraverso la sua pagina Facebook. Il quotidiano messicano “El Universal” ha reso pubblici alcuni documenti giudiziari che confermano l’esistenza di contatti tra la DEA, il Dipartimento di Giustizia americano e il cartello messicano Sinaloa. Un’inchiesta che porta alla ribalta voci che circolavano già da tempo, soprattutto a seguito di alcune dichiarazioni rilasciate da un membro del cartello arrestato dall’agenzia americana antidroga nel 2009, un certo Vicente Zamblada Niebla. Le carte confermano costanti incontri (52 tra il 2000 e il 2009) tra agenti americani e membri dell’associazione criminale, all’insaputa del governo messicano, in violazione di trattati internazionali tra i due stati volti alla cooperazione nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti.

Ma quali interessi spingerebbero la DEA a trattare con i trafficanti messicani? Secondo Niebla, ormai al centro delle indagini insieme alle dichiarazioni di un agente DEA e un funzionario del Dipartimento di Giustizia, l’obiettivo statunitense sarebbe stato la costruzione di una rete di informatori in Messico per controllare gli altri cartelli e assicurarsi una maggiore efficienza nel sequestro di partite di droga in territorio americano. Come sottolinea il giornale messicano, questo “accordo” non ha fatto altro che accendere una più forte rivalità tra i cartelli che ha portato ad un’escalation di violenze nel paese centroamericano  per il controllo del mercato della droga. Eventi drammatici, che hanno reso il “referente” della DEA, il cartello Sineloa e il suo boss Joaquin “El Chapo” Guzman, a crescere il proprio potere.

Ne la DEA, ne il Dipartimento di Giustizia hanno commentato le accuse. Rimane ancora poco chiaro se i contatti sono continuati dopo il 2009. Come sottolinea il blog statunitense “Business Insider”, ciò che emerge è la forte correlazione tra l’ascesa di Sineloa e il periodo di contatti di questi (pare che a mediare sia un avvocato del cartello) e le agenzie americane. Una notizia che si inserisce nel filone d’inchiesta raccolto da Roberto Saviano nel suo ultimo libro, “Zero Zero Zero”, sempre molto attento a quanto accade oltreoceano, ma che risulta molto particolare, a suo modo. Non tanto per la possibilità di contatti tra agenzie governative americane e soggetti discutibili come i cartelli. Quanto per la modalità di soluzione scelta per quello che l’amministrazione Obama ha definito come il pericolo numero uno per la sicurezza nazionale: le organizzazioni criminali, appunto.

Luca Michele Piscitelli

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