Trattativa Stato-Mafia: L'accusa vuole sentire il Cavaliere | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 11 dicembre 2017
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Trattativa Stato-Mafia: L’accusa vuole sentire il Cavaliere

Luigi Patronaggio, procuratore generale dell’accusa, secondo Il “Fatto Quotidiano” chiederà di sentire come testimone Silvio Berlusconi per chiarire i suoi rapporti con Marcello Dell’Utri e il ruolo del senatore nei rapporti con Cosa Nostra. 

E’ ripartito oggi in un clima di polemiche il processo bis in Appello contro il senatore Marcello Dell’Utri. personaggio controverso che ha avuto relazioni di vario genere con Silvio Berlusconi. Secondo il “Fatto Quotidiano” il procuratore generale dell’accusa, Luigi Patronaggio, chiederà che venga sentito come testimone Silvio Berlusconi.  Al centro delle indagini i rapporti intrattenuti tra il senatore di Forza Italia e il Cavaliere, e soprattutto quelli intrattenuti tra Dell’Utri e Cosa Nostra.  Veranno sentiti anche alcuni pentiti come Stefano Lo verso e nel procedimento Berlusconi verrà chiamato in qualità di “Testimone assistito”, ovvero potrà presentarsi in compagnia di un avvocato e  potrà avvalersi della facoltà di non rispondere. Ma Berlusconi sarà ascoltato come semplice testimone con l’obbligo di rispondere anche nell’ambito dell’inchiesta di Palermo sulla presunta trattativa Stato-Mafia. Due giorni fa era stata fissata la prima data ma Berlusconi ha tirato fuori una  questione di legittimo impedimento per “impegni già presi in precedenza”. A convincere la procura di Palermo a sentire Berlusconi alcune spese sospette effettuate dal Cavaliere a vantaggio proprio di Dell’Utri, e anche alcuni prestiti infruttiferi a suo favore. In sostanza i pm vorrebbero sapere da Berlusconi che fine hanno fatto i venti milioni di euro pagati a Dell’Utri per comprare una villa che valeva la metà. L’ipotesi dei Pm è che quel denaro potrebbe essere il frutto di una estorsione proprio ai danni del Cavaliere. Peraltro Berlusconi avrebbe già “subito” una prima estorsione, questa volta politica, quando nel 1994 era però presidente del Consiglio.In questa indagine, lo stesso Dell’Utri è indagato insieme a Nicola Mancino, al senatore Calogero Mannino e ai generali dei carabinieri Mario Mori e Antonio Subranni. La clamorosa ipotesi investigativa della procura è che Dell’Utri sia subentrato a Salvo Lima come mediatore nei confronti di Cosa Nostra. Tra il 2008 e il 2011, come se non bastasse, circa dieci milioni di euro sarebbero passati dai conti di Berlusconi a quelli di Dell’Utri.

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