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martedì , 30 maggio 2017
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Trionfa Obama, tutti felici?

Dopo il trionfo di Barack Obama alle elezioni 2012 per la Casa Bianca sono moltissimi quelli che dall’Europa guardano con rinnovato entusiasmo oltreoceano. Secondo noi però, c’è ben poco da essere felici..vediamo perchè:

Ha vinto Obama, e di questo, oggettivamente, siamo contenti. Lo saremmo di più se fossimo americani, o forse no, forse non lo saremmo affatto perchè negli Stati Uniti non puoi votare per le tue idee, devi accontentarti di scegliere tra due opzioni. E se fossero bianco o nero, ancora ancora, uno potrebbe operare una scelta decisiva reale in un senso o nell’altro, ma negli Stati Uniti non c’è bianco o nero, ma solo due tonalità di grigio leggermente differenti, ma proprio leggermente. Così evviva Obama, evviva la sconfitta dei repubblicani americani, sempre più medievali nelle loro proposte sui diritti civili, ma nulla più. Non vogliamo però fare i bastian contrari, i tipici “comunisti cattivi” che rovinano la festa al popolo, che invece ha bisogno di idoli, di emblemi, di simboli a cui appellarsi, soprattutto nei momenti di crisi. Non vogliamo farlo perchè anche se Obama fosse comunista, accettando il sistema elettorale e politico egli Stati Uniti, forse non si comporterebbe diversamente da quanto fà ora. Forse i presidenti, negli Stati Uniti, non possono decidere molto, vi sono poteri forti sullo sfondo, multinazionali, industrie belliche, esercito, lobbies, milionari e sette religiose, un mix letale che, almeno a noi, non piace a priori. Certo, per gli americani che vivono oggi negli Stati Uniti la vittoria di Obama è senza dubbio un’occasione di festeggiamenti, li capiamo, e riconosciamo anche a Obama di essere probabilmente uno dei presidenti americani più a “sinistra” di sempre. Però per tutto il resto del mondo la vittoria del Presidente non rappresenterà un bel nulla perchè le dinamiche globali di fondo che orientano la politica estera americana forse sono indipendenti dal dualismo democratici-repubblicani. La storia ci insegna che gli americani si sono lanciati in avventurismi esterni anche e soprattutto quando alla Casa Bianca sedeva un democratico, e i quattro anni di Obama, vedi Libia, Siria, Afghanistan e Iraq, almeno per il momento non hanno fatto intravedere nessuna discontinuità. Sì, Obama è per le energie rinnovabili, per la legalità, per i diritti civili, e infatti a noi Barack Obama ci piace. Quello che non ci piace è il sistema americano, lo stesso sistema che Obama ha scalato per raggiungere la vetta, un sistema che secondo noi ha deprivato la democrazia del suo stesso antico significato “potere del popolo”. Certo, sin troppo facile obiettare che noi italiani non potremmo permetterci di criticare il sistema politico di nessuno, ma in Italia, almeno per il momento, la democrazia non si è ancora ridotta alla scelta tra due partiti, c’è almeno la finzione della volontà di fotografare la società nella sua realtà, dando rappresentanza a tutti coloro che la compongono. Negli Stati Uniti invece tutte le idee non racchiuse nei democratici o nei repubblicani, semplicemente, non esistono.

Camilo

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