A Corti 14 alunni su 21 sono extracomunitari: le madri dei 7 alunni italiani decidono così di trasferire i loro bambini in scuole di altri comuni. Razzismo o forma di protezione?Tribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Troppi alunni stranieri. Costa Volpino macchiata di razzismo

A Corti 14 alunni su 21 sono extracomunitari: le madri dei 7 alunni italiani decidono così di trasferire i loro bambini in scuole di altri comuni. Razzismo o forma di protezione?

Fonte: Oltremedianews

Quando il razzismo prevale sull’incontro e la mediazione interculturale ecco che le famiglie preferiscono dividere gli alunni italiani da quelli stranieri.

Proprio quello che è successo a Corti, capoluogo di Costa Volpino (Bergamo): 14 le iscrizioni di bambini africani e 7 quelle di bambini italiani che, ‘quindi’, sono stati trasferiti dai genitori in scuole di altri comuni.

Così i 14 alunni marocchini, albanesi, romeni e africani in genere del comune di Corti si troveranno soli, senza nessun bambino italiano in classe. Sarà compito delle madri spiegare loro il perché di questa decisione da parte degli altri genitori italiani, senza farli sentire diversi o in qualche modo sbagliati e colpevoli di chissà quale peccato.

Vivono a Corti e come tutti gli abitanti del paese, hanno diritto ad un’istruzione. Teoricamente. E invece questo loro diritto sembra influenzare la scelta di madri italiane le quali credono che la presenza di stranieri possa inficiare sul rendimento scolastico dei loro figli.

Il dirigente della scuola primaria di Corti, Umberto Volpi, non rilascia dichiarazioni in merito a tale questione. Abbiamo quindi sentito il parere di Luciana Ricci, che ricopre la funzione strumentale per l’intercultura nell’istituto di Calcinate (Bergamo): “Volente o nolente l’Italia è così. Dobbiamo entrare nell’ottica che lo straniero è parte dell’Italia. Le scuole italiane purtroppo non sono ancora preparate a situazioni del genere, siamo molto lontani dalle classi del nord Europa, come quelle della Svezia per esempio, dove il livello di interculturalità è altissimo. Voglio specificare che nessuno ha colpe, né i genitori né la scuola. Oggi in Italia infatti, i processi di inclusione si stanno verificando, ma è un processo molto lento e influenzato da una vera e propria cultura del sospetto”.

La domanda che rimane è soltanto una: sbagliano questi bambini extracomunitari a volersi istruire in scuole italiane? Hanno pari opportunità e diritti dei bambini italiani? Se si, perché dunque vengono costretti ad espiare colpe inesistenti?

Federica Bani

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