Trump o Clinton? Chi è meglio per la pace mondiale?Tribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Trump o Clinton? Chi è meglio per la pace mondiale?

L’eccentrico candidato alle primarie del Partito Repubblicano Donald Trump ha fatto parlare di sè per le sue uscite contro musulmani e internet. Comprensibilmente il mondo “progressista” ma anche quello ragionevole diversamente collocato ha subito preso le distanze da Trump. Vista dall’ottica di un americano sicuramente vedremmo con preoccupazione l’eventualità di una vittoria di Trump alle presidenziali, ma vista dall’ottica di un altro cittadino del Mondo, le cose migliorerebbero se vincesse Hillary Clinton?

Se fossimo dei cittadini americani quasi sicuramente non voteremmo per Trump. Parlando con il cuore in mano probabilmente non ci recheremmo nemmeno a votare ma possiamo sicuramente capire il discorso di un americano che non volesse vedere come presidente l’eccentrico milionario Donald Trump, candidato alle primarie del Partito Repubblicano che sta facendo parlare di sè per le sue uscite come minimo “bizzarre”. Capiremmo perfettamente la volontà di non votare per un candidato fortemente xenofobo che ha dichiarato pubblicamente di voler abolire internet di voler impedire a qualsiasi persona di fede musulmana di mettere piede in territorio americano. Probabilmente non farebbe nemmeno nulla per espandere la sanità a tutti, per migliorare la brutalità della polizia e combattere la povertà, di conseguenza sarebbe del tutto ovvio vedere come una trista eventualità una sua possibile elezione a presidente. Ma se guardassimo la questione da un’altra ottica, ovvero non da cittadini americani, potremmo provocatoriamente chiederci se non fosse peggio per la pace mondiale se vincesse Hillary Clinton o un candidato democratico.

Perchè lo diciamo? Bhe negli anni Novanta c’era Bill Clinton ala Casa Bianca e furono gli anni del terribile embargo ai danni dell’Iraq che provocò la morte indiretta di decine di migliaia di cittadini. Hillary Clinton nel 2011 era una delle più entusiaste per le Primavere Arabe non a caso esultò per l’assassinio di Muammar Gheddafi. Per non parlare dell’atteggiamento tenuto dai “democratici” americani nei confronti della Russia, considerata un pericolo per la pace globale ben più dello Stato Islamico dal momento che contro l’Isis gli Usa hanno sin qui tenuto un atteggiamento perlomeno ambiguo. La sensazione è che i democratici non abbiano alcuna intenzione di tentare di cooperare con la Russia che viene continuamente accusata in modo unilaterale dall’amministrazione Obama.  Dal conto suo Trump ha invece ammesso di avere consonanza di vedute con Putin in Medio Oriente, per quanto siano parole che lasciano il tempo che trovano è evidente come lo schema repubblicani “cattivi” e democratici “buoni” sia perlomeno superficiale. Appare secondo noi sempre più evidente come repubblicani e democratici si dividano più per le proposte in politica interna che per quelle in politica esterna. Di conseguenza capiamo perfettamente gli americani che sperano nella vittoria dei democratici ma da cittadini del mondo siamo convinti che la politica estera americana non cambierà.

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