Tsipras. Capitolazione o strategia politica?Tribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Tsipras. Capitolazione o strategia politica?

In molti si chiedono se il piano presentato da Tsipras sia semplicemente una resa ai diktat della Troika oppure una strategia politica di lungo termine. La tentazione di definire la sua una autentica “capitolazione” c’è, ma esiste anche la possibilità che si tratti di un piano più articolato per arrivare a una ristrutturazione del debito. 

Resa o vittoria? Dirlo è molto difficile perchè a essere difficile è anche la situazione della Grecia, schiacciata dal debito e dalle richieste dei creditori. Alla fine il governo ha presentato la sua proposta ufficiale e, a uno sguardo superficiale, sembra che Tsipras abbia sostanzialmente accettato tutte le richieste effettuate dall’ormai famigerata Troika. In molti parlano apertamente di “tradimento” in quanto pensavano che votando “no” al referendum avrebbero finalmente posto fine al teatrino, anche a costo di un Grexit dall’Ue. Per capire a che gioco stia cercando di giocare il premier ellenico però, bisognerebbe prima dare un’occhiata attenta ai punti sul tavolo e ai contenuti della sua proposta approvata dal parlamento:

Innanzitutto Atene ha detto di voler rispettare gli obiettivi sull’avanzo primario con una riduzione della spesa pubblica che dovrà ridursi dell’1% nel 2015 e del 2% nel 2016, fino ad arrivare al 3,5% nel 2018. Per quasi tutte le isole, Tsipras ha proposto che venga meno lo sconto del 30% sull’iva, come peraltro chiedevano da tempo gli stati dell’Ue. L’Iva a partire da ottobre aumenterà del 6% sui farmaci, del 13% sui prodotti alimentari e del 23% su ristoranti e attività turistiche. Anche le pensioni verranno toccate con un aumento dell’età pensionabile che raggiungerà quota 67 anni nel 2022. Il pacchetto però prevede anche le privatizzazioni che coinvolgeranno oltre al porto di Atene anche quello di Salonicco e quasi tutti i principali aeroporti, nonchè la società pubblica per l’elettricità. A fronte di questo se non altro Atene costituirà un’agenzia indipendente per il recupero delle tasse evase, sul modello dell’Equitalia italiana. Ma le riforme non sono finite qui, verranno aumentate anche le tasse sulle imprese dal 26 al 28% e rimosse anche le agevolazioni dei trasposti marittimi. Se non altro verrà alzata la tassazione sui beni di lusso dal 10 al 13%, poco ma pur sempre meglio che nulla se si unisce a questo il taglio di 100 milioni di euro nel settore militare nel 2015 che dovrebbe raddoppiare l’anno successivo.

 Dunque dei tagli massicci 13 miliardi di euro nel 2015/2016, e questo punto la domanda arriva spontanea: ma il piano dei creditori rifiutato il 30 giugno dallo stesso Tsipras non prevedeva solo 8,5 miliardi di taglio? Forse Tsipras ha rifiutato il piano del 30 giugno da 8,5 miliardi di taglio per ottenere 7,5 miliardi perchè avrebbe solamente avuto l’effetto di pagare l’Fmi fino ad autunno, per poi ricominciare con l’ennesimo teatrino. Adesso invece il piano proposto da Tsipras prevede a fronte di tagli da 13 miliardi di euro un progetto di carico di risorse pari a 53,5 miliardi di euro che potrebbe servire a ristrutturare il debito, o perlomeno provarci. Tattica o no comunque Tsipras ha giocato con il fuoco, e per quanto i sondaggi ora diano ancora Syriza come primo partito è chiaro che il premier ellenico dovrà affrontare accuse da ogni dove di tradimento, dato che per molti la proposta di questo piano significa ignorare il “no” del popolo greco all’austerity. Ma forse, dato che l’austerity è una imposizione derivante dalla gabbia dell’Ue, Tsipras sta cercando di uscirci pragmaticamente. Solo il tempo potrà sancire se la sua è stata una resa all’Ue oppure un modo per ottenere quello che ha promesso ai suoi elettori.

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