Tsipras si presenta al Teatro Valle e rilancia un'alleanza dell'Europa del SudTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Tsipras si presenta al Teatro Valle e rilancia un’alleanza dell’Europa del Sud

In un Teatro Valle gremito è cominciata la campagna elettorale europea di Alexis Tsipiras, il leader di Syriza, il partito di sinistra radicale greco che ha guadagnato le prime pagine dei giornali negli ultimi tempi. Dopo troppi schiaffi, potrebbe essere questo il momento della rinascita per la sinistra italiana?

Tsipiras conosce Gramsci e Berlinguer, non solo, non se ne vergogna nemmeno. Potrebbe bastare questo a convincere tutti gli italiani che si ritengono di sinistra a voler supportare la sua lista che si sta costituendo in questi giorni. Il Leader di Syriza si è presentato ieri a Roma presenziando al Teatro Valle occupato a una assemblea partecipata in vista della campagna elettorale europea. “L’Europa è lo spa­zio di una bat­ta­glia comuneha detto il lea­der della sini­stra greca di Syriza di fronte a circa un migliaio di persone (altrettante sono rimaste all’esterno).  Non solo, Tsipiras ha avuto anche il coraggio di pronunciare parole d’ordine che erano state dimenticate ormai da troppo tempo dalla sinistra nostrana: “Dob­biamo rom­pere il muro di vetro dog­ma­tico del neo­li­be­ri­smo“. Non si direbbe, ma Tsipiras ha la stessa età di Matteo Renzi, anche se i punti di contatto si fermano qui. Il leader della sinistra ellenica ha ammesso senza troppe remore che il successo di Syriza è stato dovuto anche al patrimonio culturale comune condiviso con la storia dei comunisti italiani, da Gramsci fino a Berlinguer appunto, quel patrimonio che ora in Italia si vorrebbe nascondere sotto il tappeto. “Met­tiamo le dif­fe­renze da parte, fac­ciamo un passo indie­tro, per farne mol­tis­simi in avanti tutti insieme“, ha detto ancora Tsipiras guadagnandosi gli applausi della platea. Ma non è finita qui, Tsipiras ha anche voluto accusare chiaramente il patto tra l’Europa conservatrice e quella socialdemocratica in nome del neoliberismo e dell’austerità. ha voluto chiedere un New Deal europeo, ma anche la rinegoziazione di tutti i trattati europei e l’abolizione del trattato di Dublino II. Un menu molto sostanzioso, ossigeno per una sinistra italiana asfittica e oramai priva di bussola. Ovviamente Tsipiras non è appoggiato solo dal pugno di intellettuali che monopolizzano le pagine del Manifesto e del Fatto Quotidiano, alla lista parteciperanno da attori primari Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, fatto questo che non pesa minimamente a Tsipiras, che anzi ha incontrato le delegazioni dei due partiti, fatto questo ovviamente omesso dalla stampa italiana. E infatti il rischio è proprio questo, che delle ottime premesse vengano frustrate dal cretinismo degli intellettuali della società civile italiana, gli stessi che hanno dato bella prova di sè con Rivoluzione Civile e che continuano a infilare una topica dopo l’altra senza ammettere che forse, di politica, non ci capiscono poi molto. Assolutamente di pregio è invece l’obiettivo rivendicato da Tsipras, ovvero un’alleanza tra le democrazie dell’Europa del Sud contro l’Europa germanizzata del Nord: “L’austerità è una guerra e la Gre­cia e i paesi dell’Europa del sud sono il fronte dove biso­gna com­bat­terla. Nes­sun popolo euro­peo deve vivere il nostro cal­va­rio. Unia­moci, per­ché noi siamo il nuovo che è già nato in que­sto continente“.

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