Ttip. I lobbisti aumentano la pressioneTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Ttip. I lobbisti aumentano la pressione

Ttip. I lobbisti aumentano la pressione

Secondo una ricerca della Corporate Europe Observatory i gruppi di pressione legati alle lobbies farmaceutiche e finanziarie avrebbero raddoppiato i loro sforzi per supportare la firma del Ttip, ovvero il controverso partneriato commerciale tra Usa ed Europa. E la società civile sembra essere sempre più esclusa da dibattiti e approfondimenti, a differenza della grande industria. Così il rischio che ben presto verremo invasi da “Junk Food” di vario genere come carni di animali imbottiti di antibiotici diventa reale. 

Secondo una ricerca pubblicata da Corporate Europe Observatory e SumOfUs sarebbe emerso come diverse lobbies stiano facendo pressioni enormi per influenzare la Commissione Ue nel corso dei negoziati per ratificare il Ttip. Stiamo parlando del partneriato commerciale tra Usa ed Europa che a detta di molti finirebbe per fare solo gli interessi delle multinazionali dando un colpo finale ai piccoli produttori europei, soprattutto quelli dell’Europa del Sud. Secondo la ricerca le lobbies farmaceutiche e finanziarie sarebbero le più attive nel cercare di influenzare la firma del Ttip, e infatti negli ultimi due anni solo il settore farmaceutico avrebbe aumentato notevolmente gli sforzi rispetto al periodo 2012-2013, al punto che gli incontri con le istituzuoni europee sono aumentate vertiginosamente proprio negli ultimi due anni. Il settore che più è interessato dall’approvazione del Ttip è comunque quello del’agrobusiness, e ben si comprende per quale motivo dato che una volta che il Ttip verrà firmato potranno essere commercializzati in Europa prodotti geneticamente modificati o carni di animali imbottiti di antibiotici.

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Ben si comprende quindi come mai si preferisca parlarne soprattutto con la grande industria piuttosto che con la società civile, e tale tendenza non è cambiata dopo l’insediamento a commissaria Ue per il Commericio di Cecilia Malmstrom nel novembre del 2014. Da quando la Malmstrom si è insediata infatti, i membri del suo gabinetto hanno avuto ben 121 incontri con lobbisti per discutere proprio del Ttip. Studio alla mano nell’83% di queste riunioni hanno preso parte membri del mondo dell’industria mentre solo nel 16,7% dei casi è stata coinvolta anche la società civile. Sindacati e associazioni dei consumatori sono stati quindi lasciati quasi sullo sfondo mentre i gruppi industriali sono entrati continuamente negli uffici dell’Ue. Ma l’altro elemento interessante e preoccupante emerso dalla ricerche delle ong è che a fare pressioni sull’Ue sono quasi solo lobbies americane e dell’Europa Occidentale Stranamente infatti non è stato fatto alcun incontro nemmeno informativo tra Commissione e rappresentanti di compagnie greche, portoghesi, cipriote, bulgare, slovene etc. Non solo, secondo quanto riportato almeno un quinto di questi gruppi di interesse non sarebbe iscritto al Registro per la trasparenza, a cui l’iscrizione è facoltativa. Insomma i lobbisti legati al business e ai settori industriali e finanziari vengono coinvolti passo passo nei negoziati mentre qualsiasi associazione o gruppo che tutela gli interessi del pubblico viene tenuto ampiamente all’oscuro. Il Business insomma allarga la propria influenza a dismisura sovrapponendosi persino ai governi, e come sottolineato dai ricercatori con il Ttip per la prima volta le grandi industrie americane ed europee si sono mosse tutte insieme appassionatamente con il chiaro intento di spingere e forzare le istituzioni ad andare nella stessa direzione, forzando quindi i governi a cedere, ancora una volta, di fronte al denaro.

Guarda il rapporto della  Corporate Europe Observatory 

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