TTIP. Uno sfrenato sogno liberistaTribuno del Popolo
venerdì , 31 marzo 2017
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TTIP. Uno sfrenato sogno liberista

Un accordo commerciale tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti mette a rischio le tutele ed i diritti di cittadini e consumatori. L’11 Ottobre giornata di mobilitazione STOP TTIP.

Fonte: Oltremedianews

Se fossi seduto sulla poltrona più importante di un grattacielo di Manhattan, e se per caso fossi a capo di una potente multinazionale, immaginerei di poter controllare un enorme mercato libero. Un mercato che può contare su 800 milioni di consumatori, in cui qualsiasi bene è trattabile. Con barriere tariffarie e normative negoziabili.

Questo sfrenato sogno liberista non è un utopia. Per esaudirlo, infatti, va avanti da tempo una trattativa, tra la Commissione Europea e gli Stati Uniti, che dovrebbe dare alla luce il TTIPTransatlantic Trade and Investment Partnership. Un accordo rivoluzionario per il commercio internazionale, perché crea una zona di libero scambio tra gli Stati Uniti e l’Europa. Questo comporta inevitabilmente eliminare i dazi, ed inoltre aprire i loro rispettivi mercati a investimenti, servizi e contrattazione pubblica, ma soprattutto ad omogeneizzare gli standard, le norme ed i requisiti per commercializzare beni e servizi.

Per la Commissione Europea, questo accordo dovrebbe aumentare il Pil dell’UE di un importo annuo compreso tra i 70 e i 120 miliardi di euro l’anno (ovvero l’un per cento del Pil dell’Unione), ma l’European Environmental Bureau sottolinea che “queste stime sono il risultato di un esercizio limitato che utilizza assunzioni estremamente poco realistiche sui livelli di rimozione delle barriere non tariffarie – senza valutare i benefici di tali barriere in termini di protezione della salute pubblica, dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori”.

Un dossier di circa mille pagine costituisce, sul piano formale, l’ossatura dell’accordo, tuttavia le negoziazioni proseguono coperte dal segreto. Sul tavolo c’è tutto in discussione, dall’accesso al mercato agricolo e industriale a quello energetico, la definizione di nuovi standard comuni su sicurezza alimentare e sanità, e le norme per la tutela dei diritti dei lavoratori.

Le insidie ed i pericoli che si nascondono in questo patto sono diverse. Le grandi imprese potrebbero essere svincolate da molti oneri, e soprattutto ampliare smisuratamente i propri profitti ovviamente a scapito della tutela dei cittadini. Anche le piccole e medie imprese europee si troverebbero ancor più soffocate dai colossi finanziari. Se solo si pensa alle norme sugli alimenti OGM. Oppure alla possibilità per le multinazionali di rivolgersi per le controversie di ogni genere ad organi di arbitraggio internazionale, sottraendosi così alla maggiore rigidità dei giudici comunitari.
In una terrificante prospettiva, a lungo termine, l’ultimo flebile baluardo di welfare e tutele del vecchio continente verrebbe fagocitato dai tentacoli delle potenze finanziarie, libere di spaziare senza freni nel nostro mercato.

Per non essere tacciati di complottismo sarà meglio aspettare la sigla definitiva che è prevista nel 2015. Nel frattempo l’attenzione e la partecipazione civica possono essere gli unici strumenti per arginare la pericolosa deriva di questo accordo. A tal fine proprio oggi parte la giornata di mobilitazione STOP TTIP indetta da molte associazioni nell’ambito della campagna stop ttip Italia. Scopo proclamato: chiedere il blocco immediato dei negoziati “evitando un trattato di liberalizzazione selvaggia tra Europa e Stati Uniti che metterebbe in discussione diritti acquisiti e sostenibilità sociale e ambientale”.

Info -http://stop-ttip-italia.net/

       Giulio M. Morucci

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