Tunisia. Ennesima tragedia annunciata?Tribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Tunisia. Ennesima tragedia annunciata?

Da mesi e mesi i media parlavano di un afflusso di giovani tunisini indottrinati verso la Siria e l’Iraq per combattere nello Stato Islamico. Si parla di almeno 3.000 jihadisti tunisini in Siria di cui molti sarebbero tornati in Tunisia proprio negli ultimi mesi. Ecco perchè l’attentato terroristico a Tunisi presso il museo del Bardo era per certi versi nell’aria.

Tre o forse due terroristi hanno tentato, vestiti da soldati tunisini, di entrare nell’Assemblea Nazionale tunisina. Scoperti dalle forze di sicurezza hanno ripiegato nel vicino Museo del Bardo prendendo decine di ostaggi e uccidendo otto persone. L’ennesimo attentato, l’ennesima diretta delle tv mondiali per parlare del ritorno del terrorismo islamico anche in Tunisia, paese che si credeva erroneamente immune al contagio jihadista. Erroneamente per il semplice fatto che da diversi mesi a questa parte i media mondiali parlavano di un continuo afflusso di migliaia di tunisini verso la Siria e l’Iraq, sedotti dalle sirene del Daesh e del Califfato. Secondo un articolo pubblicato da Ansamed solo nel febbraio del 2015 si valutavano in circa 3.000 i tunisini attivi in territorio siriano al punto che si definiva proprio la Tunisia come il paese da cui provengono la maggioranza dei combattenti jihadisti stranieri. Lo ha confermato lo stesso ministero dell’Interno tunisino così come il Centro Nazionale Antiterrorismo americano. La retorica dei jihadisti attira principalmente i giovani, quelli meno istruiti e più esposti alle difficoltà economiche, e molti di loro si sono fatti ingannare dalle promesse dei salafiti che hanno cominciato a reclutare combattenti da inviare in guerra dopo la “Rivoluzione dei Gelsomini” che ha portato una fragile democrazia a Tunisi. Fino a oggi la Tunisia era stata risparmiata dagli attentati ma visto l’elevato numero di tunisini che ha combattuto e combatte in Siria ci si poteva in qualche modo aspettare una cosa simile, soprattutto perchè il governo tunisino proprio poche ore prima aveva realizzato una retata nella periferia nord di Tunisi che aveva portato in manette almeno sette persone accusate di preparare attentati e di reclutare giovani. Visto e considerato che pochi giorni fa era arrivata la notizia della morte di Ahmen Rouissi in Libia, esponente di spicco di Ansar al Sharia e considerato la mente degli omicidi del 2013 di Chokri Belaid e Mohammed Brahmi, alcuni potrebbero pensare che quella di oggi si configurerebbe come una vera e propria vendetta nei confronti del governo tunisino. A preoccupare infatti è il ritorno in patria dei cosiddetti “foreign fighters”, ovvero combattenti che dopo aver ricevuto esperienza nella guerra in Siria ritornano poi a casa propria diventando potenziali minacce terroristiche.

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