Tunisia. Esplode la rabbia contro gli islamistiTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Tunisia. Esplode la rabbia contro gli islamisti

Si infiamma nuovamente anche la Tunisia con manifestazioni e assalti alle sedi del partito islamista dopo che nelle scorse ore alcuni sicari hanno freddato il deputato laico e di sinistra Mohamed Brahmi. Oggi è in atto uno sciopero generale contro il partito al potere Ennahda. 

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Ha lasciato strascichi l’omicidio perpetrato nelle scorse ore da parte di alcuni sicari islamisti di  Mohamed Brahmi, deputato all’assemblea costituente e dirigente del movimento ‘Il popolo’ e fondatore di un nuovo movimento, “Corrente popolare”. Quello di Brahmi è stato il secondo omicidio di personalità della sinistra tunisina dopo quello del dirigente comunista Chokri Belaid. I tunisini hanno reagito scendendo in piazza e dando l’assalto ad alcune sedi del partito Ennahda, facendo salire a livelli preoccupanti la tensione nel Paese. E’ stato abbattuto davanti a casa sua mentre era con la figlia disabile. Gli assassini sono fuggiti in moto” ha denunciato Mohamed Nabki, leader del Fronte Popolare, il coordinamento delle forze di sinistra tunisine, lo stesso movimento di Brahmi e Belaid. A migliaia si sono radunati di fronte al ministero degli Interni di Tunisi e hanno resistito alle cariche della polizia e al fitto lancio di lacrimogeni. Nella sera si sono poi verificati pesanti scontri tra manifestanti e polizia nella centrale Avenue Bourghiba, una vera e propria sommossa anti-islamista che è sfociata nell’aggressione di una troupe della tv qatariota Al Jazeera, un accanita sostenitrice delle rivoluzioni islamiche della Primavera Araba. In molte città i manifestanti, tra i quali molti militanti del Fronte Popolare, hanno bloccato le strade e fatto barricate con gli pneumatici incendiati. Tensione alle stelle anche a  Sidi Bouzid, nella vicina Meknassi ed in altre località tunisine, dove si sono registrati assalti alle sedi del partito islamista, e a Sfax, dove i manifestanti hanno preso d’assalto il municipio controllato da Ennahda. 

Come se non bastasse anche i sindacati hanno voluto reagire contro l’assassinio e l’Ugtt, primo sindacato del Paese, ha indetto nella giornata di oggi uno sciopero generale che starebbe riscuotendo ampie adesioni. Proprio a causa dello sciopero la Tunisair ha dovuto cancellare tutti i voli in partenza e in arrivo, paralizzando di fatto il Paese. Si tratta di un remake delle sommosse dell’8 febbraio, all’indomani dell’omicidio di Belaid, quando la piazza aveva chiesto le dimissioni dell’allora premier di Ennahda. Oggi inoltre i partiti dell’opposizione hanno programmato una riunione nella sede del Fronte Popolare per studiare una strategia comune di risposta all’assassinio di Brahmi, accusando il governo di essere alleato con le bande salafite e dei miliziani della Lega per la Protezione della Rivoluzione autori dalla caduta nel 2011 del dittatore Ben Alì di una serie di  omicidi politici ai danni di sindacalisti e leader dell’opposizione laica o di sinistra.

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