Tunisia. Governo apre all'opposizione sulla spinta della piazzaTribuno del Popolo
lunedì , 11 dicembre 2017
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Tunisia. Governo apre all’opposizione sulla spinta della piazza

Ennahda, il partito islamico al potere in Tunisia, ha detto di essere disposto ad aprire il dialogo con le opposizioni per dar vita a un governo di unità nazionale.

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La mobilitazione del popolo tunisino a seguito dell’assassinio di Mohamed Brahmi inizia ad avere i primi risultati. Ennahda, il partito islamico al potere, di fronte al ribollire della società civile, ha deciso di aprire immediatamente il dialogo con le opposizioni per dare avvio a un governo di unità nazionale. I due partiti minori alleati di Ennahda, il Cpr e Ettakatol, si erano già detti favorevoli a sciogliere il governo. Non si torna indietro invece rispetto all’Assemblea Costituente, che al momento il governo non vuole sciogliere a nessun costo. La Tunisia intanto ha paura, ha paura perchè i gruppi jihadisti armati sono tornati a colpire come sul monte Chambi, a ovest di Kasserine, dove quasi al confine con l’Algeria un commando di estremisti islamici ha ucciso otto soldati tunisini.Da tempo l’esercito stava tentando invano di sminare la zona di montagna e di arrestare i miliziani armati, provenienti  dalla guerriglia in Mali di Al Qaeda Maghreb. Il massacro dei soldati è avvenuto solo un’ora dopo il discorso televisivo del capo del governo, e ha finito per agitare ancora di più le acque scatenando la folla del Fronte Popolare, sempre più convinta che vi siano complicità tra Ennhada e i guerriglieri islamici, oltre che con gli assassini di Brahmi e Belaid. Anche per questo migliaia di tunisini sono scesi in piazza a Tunisi, e proteste si sono svolte anche a Sidi Bu Zid, città letteralmente nelle mani degli oppositori che hanno formato con le categorie sociali una unione locale di autogoverno. Anche l’Ugtt ha deciso di unirsi alle proteste, lo stesso sindacato che proclamando lo sciopero generale nel gennaio del 2011 aveva fatto cadere Ben Ali. L’Ugtt è disposto a far lavorare l’Assemblea Costituente ma non è disposto a tollerare ancora il governo di Ennahda. Anche per questo il partito islamico al potere, sapendo che l’esercito non simpatizza di certo per lui, ha deciso di aprire il dialogo con l’opposizione; un dialogo che forse potrebbe evitare il peggio.

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