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lunedì , 27 marzo 2017
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Tunisia. In bilico il potere di Ennahda, Paese nel caos

Dopo il brutale assassinio di Shokri Belaid, il presidente Jebali ha visto di molto indebolito il suo potere. Tre ministri di Ennahda si sono dimessi, e il rischio del caos è molto alto. 

tunisiaproteste

Tre ministri del governo ieri si sono ritirati, segnando una nuova tappa della crisi politica nel paese nordafricano. Il Congresso della Repubblica, il partito del capo dello Stato Moncef Marzouki, ha preso questa decisione seguendo gli scontri di piazza degli ultimi giorni, e soprattutto l’annuncio di un governo tecnico fatto  dal primo ministro Hamadi Jebali. Jebali, leader del partito islamista Ennahda, dopo l’omicidio di Belaid ha perso consenso tanto nel Paese, quanto nel suo stesso partito. Al momento infatti Ennahda è diviso tra chi vorrebbe un governo tecnico, e chi invece vorrebbe mantenere la guida formare del paese a qualsiasi costo, puntando sulla maggioranza nell’Assemblea Costituente. Lo sfondo è dato dalla grave crisi economica che continua a stringere il paese. Identica se non più grave a quella che già era in corso durante la presidenza di Ben Ali, l’attuale crisi economica non ha ancora trovato risposte adeguate da parte del governo. La gente è esasperata e si è creato un clima da guerra civile con una contrapposizione formale tra laici e religiosi.  La preoccupazione di alcuni osservatori è che la crisi cominci a ripercuotersi sulla stabilità della Tunisia. L’omicidio di Belaid e le aggressioni ai danni di altri politici non sono un buon segno. Ennhada conta ancora su un certo favore popolare che negli ultimi due giorni ha trovato sfogo in manifestazioni di piazza a suo sostegno, ma l’opposizione laica e di sinistra è sempre più agguerrita.

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