Tunisia. Venerdì di tensione tra rabbia e barricate | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Tunisia. Venerdì di tensione tra rabbia e barricate

Venerdì di tensione e paura in Tunisia dove l’Ugtt, il principale sindacato del Paese, ha indetto uno sciopero generale per protestare contro la morte del segretario del Partito dei patrioti democratici, Chokri Belaid, della quale si accusano gli islamisti di Ennhada. 

Tunisian flag

Oggi pomeriggio a Tunisi si terranno i funerali di Chokri Belaid, il leader dell’opposizione di sinistra freddato a colpi di pistola di fronte alla sua abitazione di Tunisi. La società però ha reagito duramente all’assassinio, e l’Ugtt, il principale sindacato tunisino, ha annunciato ieri che il suo comitato direttivo ha deciso di indire uno sciopero generale pacifico per oggi, proprio in coincidenza con una giornata di lutto nazionale in memoria di Belaid.Il sindacato ha chiesto a esercito e forze di sicurezza di assumersi le proprie responsabilità nel proteggere la popolazione e a tutti i tunisini di mantenere alto lo spirito nazionale e manifestare in modo civile e pacifico. Il timore vero però è quello che nel pomeriggio con i funerali di Belaid possa esplodere nuovamente la rabbia della popolazione, anche perchè il venerdì è lo stesso giorno delle preghiere del venerdì per i musulmani, e quindi ci potrebbero essere nuove tensioni.

Rimarranno chiuse anche le università sia oggi che domani, e il ministero dell’Istruzione tunisino ha annunciato in una nota che per due giorni non si terranno corsi negli atenei. Anche l’ambasciata francese ha deciso di chiudere le sue scuole a Tunisi oggi e domani, per il timore di disordini. La sede diplomatica ha anche invitato i francesi a evitare gli assembramenti e le manifestazioni cui si assiste in tutte le province del Paese dopo la morte di Belaid.  Nella notte poi ci sono stati scontri molto pesanti a Sfax, città interessata da violentissimi scontri tra manifestanti e polizia, culminati con l’assalto al governatorato. Le forze dell’ordine intanto hanno arrestato oltre 200 persone con l’accusa di saccheggi e vandalismo, e quindi la situazione rimane esplosiva e nervosa.  La polizia, peraltro, ha dovuto smentire ufficialmente la notizia, che rimbalzava sui social network e che è stata definita una «intossicazione», di un incendio nella prigione di Sfax e che aveva già causato delle proteste da parte di chi ne attribuiva la responsabilità dolosa alle forze di sicurezza. Incidenti e saccheggi sono stati segnalati anche in alcune città vicine a Sfax, come Moknine e Ksar Helal.

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