Turchia. Accuse di brogli gravano sul governoTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Turchia. Accuse di brogli gravano sul governo

 

Caos in Turchia dove continuano le proteste delle opposizioni contro il governo di Erdogan che ha appena vinto le elezioni amministrative. Secondo molti Erdogan avrebbe vinto grazie a gravi brogli elettorali, e la polizia sta reprimendo ogni dissenso con la violenza. 

Dopo la vittoria ottenute alle amministrative nella giornata di domenica Erdogan si è trovato a essere il padrone assoluto della Turchia. Dopo aver realizzato una vera e propria stretta autoritaria con tanto di mordacchia imposta al web, le opposizioni hanno accusato il governo di aver realizzato gravi brogli elettorali, e la rabbia popolare è subito esplosa. Secondo le opposizioni infatti il web sarebbe stato oscurato non solo per impedire le notizie sulle inchieste per corruzione che hanno investito l’Akp, ma anche e soprattutto per coprire i brogli elettorali. In Turchia infatti stanno circolando un gran numero di foto di schede elettorali con voti per i partiti dell’opposizione bruciate o gettate nella spazzatura. Non solo, mentre milioni di turchi andavano alle urne, stranamente l’elettricità è saltata in ben venti province creando sulla carta le condizioni per manomettere i sistemi di conteggio dei voti e per far sparire migliaia di schede elettorali già votate. Inoltre molte delle società che gestiscono l’erogazione elettrica appartengono nientemeno che a personaggi molto vicini sia ad Erdogan che all’Akp .Il ministro dell’energia infatti, Taner Yildiz, ha dato la colpa del blackout ad Ankara a un gatto entrato in una centralina elettrica, suscitando molte perplessità. In tutto questo non è mancata nemmeno la repressione della polizia che ha utilizzato granate stordenti e cannoni ad acqua per disperdere la folla di manifestanti del Partito Repubblicano di Popolo che hanno protestato in massa davanti alla sede del Consiglio Supremo Elettorale contro le “irregolarità” registrate durante le elezioni municipali. Alle proteste hanno partecipato anche migliaia di manifestanti  del partito curdo di sinistra BDP (“Pace e Democrazia”) che hanno contestato aspramente l’esito delle elezioni a Ceylanpinar, un distretto nella provincia meridionale di Sanliurfa, al confine con la Siria, dove il candidato dell’Akp ha inaspettatamente vinto con un risicatissimo scarto. Non solo, anche ad Ankara gravano accuse di brogli intorno alla elezione dell’esponente di Akp, Melik Gokcek, che si è imposto per una manciata di voti sul candidato del Chp, Mansur Yavas, che ha chiesto al Consiglio Supremo Elettorale di esaminare le “irregolarità” avvenute nei seggi. Chiaramente però Ankara rispedisce al mittente le accuse anche se il leader del Chp,  Kemal Kilicdaroglu, ha annunciato che il suo partito contesterà ufficialmente gli esiti delle elezioni. Del resto a Yalova, cittadina nella parte nord-occidentale della Turchia, la Commissione elettorale ha riconteggiato i voti dando alla fine la vittoria al Chp dopo che la vittoria era stata precedentemente ed erroneamente assegnata al candidato dell’Akp. Complicata la situazione anche ad Antalya dove il numero di schede contestate è altissimo e la vittoria è stata data al candidato governativo con uno scarto dello 0,9%.

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