Turchia. Ancora scontri ad AnkaraTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Turchia. Ancora scontri ad Ankara

Turchia. Ancora scontri ad Ankara

Continuano le proteste in Turchia contro il governo di Recep Tayyp Erdogan. A Istanbul ieri migliaia di persone hanno marciato in modo pacifico, ad Ankara invece si sono segnalati scontri con la polizia che ha dovuto utilizzare di nuovo idranti e lacrimogeni.

Photo Credit (Reuters / Umit Bektas)

Ancora tensione in Turchia dove ieri la polizia ha dovuto utilizzare gas lacrimogeni e idranti per disperdere oltre 10.000 manifestanti che si sono radunati nel centro della capitale, Ankara. Tutto questo è successo dopo che, secondo il governo, la situazione politica sarebbe stata sotto controllo. La manifestazione ad Ankara è cominciata pacificamente alle prime ore del mattino, secondo quanto riportato dall’Hurriyet Daily, ma poi, quando i manifestanti hanno raggiunto Piazza Kizilay nel tardo pomeriggio, la polizia ha subito cercato di disperderli per non bloccare il traffico. In base alle confuse informazioni su quanto successo la polizia avrebbe anche arrestato alcuni giovani nella folla. Il governo ha mobilitato oltre 4,000 agenti per fermare le proteste ad Ankara, mentre a Istanbul la folla si è nuovamente radunata a Piazza Taksim. I manifestanti hanno improvvisato canti contro il governo e hanno dato avvio a una dimostrazione colorata e partecipata cui hanno preso parte anche i tifosi di Fenerbache, Besiktas e Galatasaray. Tutto questo è avvenuto dopo che sabato il primo ministro Erdogan ha tenuto un meeting urgente con tutti i dirigenti del partito Akp e con il portavoce parlamentare Cemil Cicek. Nel corso del meeting, Cicek ha detto che le proteste che hanno messo in ginocchio il Paese sarebbero ora “sotto controllo“. Nello stesso momento il sindaco di Istanbul ha detto che il Gezi Park non verrà distrutto per costruirci un centro commerciale, ma il progetto per costruire una replica di una caserma dell’era Ottomana dovrebbe continuare comunque. Il sindaco Topbas ha però promesso che il numero di alberi presenti nel parco verrà aumentato nel tentativo di venire incontro al desiderio dei manifestanti. Il governo turco è stato criticato dai manifestanti per il suo crescente autoritarismo, e il primo ministro Erdogan, tornato in Turchia dopo un viaggio in Nord Africa, ha subito chiesto la fine immediata delle manifestazioni. Ora il timore è che i sostenitori di Erdogan organizzeranno  manifestazioni pro-governo, con l’alto rischio di scontri con i manifestanti.

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