Turchia. Ancora tensione ad Ankara: polizia contro gli insegnantiTribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
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Turchia. Ancora tensione ad Ankara: polizia contro gli insegnanti

Alta tensione in Turchia dove ad Ankara la polizia ha caricato e migliaio di insegnanti dopo averli bersagliati con lacrimogeni e idranti.

Nessuno parla più della Turchia e della sua situazione interna, ma la tensione nel paese non si è mai allentata, lo sanno bene ad Ankara dove la polizia ha caricato duramente gli insegnanti turchi che si erano mobilitati per manifestare contro il governo. Come prevedibile tutti i principali quotidiani hanno dato pochissimo spazio all’accaduto, non raccontando quindi delle cariche violentissime operate dagli agenti antisommossa contro gli insegnanti, prima bersagliati con l’acqua degli idranti e i gas lacrimogeni, gli stessi che nell’ultimo anno hanno ucciso diversi manifestanti. Gli insegnanti, scesi in piazza per protestare contro il governo, hanno cercato di rimanere compatti e di resistere alle cariche per non sciogliere l’ennesima manifestazione attaccata dalla polizia. I metodi utilizzati dalla polizia turca non si sono discostati molto da quelli utilizzati al Gezi Park quest’estate, ma i media internazionali non sembrano più interessati a quanto succede nella penisola anatolica. Gli insegnanti coinvolti dalla mobilitazione sono quelli aderenti ai sindacati di sinistra che protestavano contro la pressione del governo islamista di Erdogan nei confronti della scuola pubblica e laica. Gli islamisti del partito Akp di Erdogan infatti da tempo si scagliano contro le classi miste considerate troppo filo-occidentali. Da tempo i presidi delle scuole pubbliche, scelti spesso in maniera clientelare esercitano pressioni sui docenti affinché adottino piani di studio confacenti alla morale islamica. Non solo, recentemente sono stati sospesi o licenziati diversi professori accusati di essere troppo laici o vicini alla sinistra turca. Per questo gli insegnanti sono scesi in piazza per protestare contro la cosiddetta riforma di istruzione del governo di Erdogan rispondendo all’appello dei sindacati Kesk (Confederazione dei dipendenti del settore pubblico) e Egitim-Sen (Unione del Personale della Pubblica Istruzione). Non solo, Erdogan ha anche annunciato che presto verranno chiuse migliaia di scuole che preparano i giovani a entrare nelle università, mentre altre verranno trasformate in istituti privati con il risultato che oltre 4000 insegnanti potrebbero venire licenziati. Alla fine il bilancio degli scontri parla di sette manifestanti feriti e due persone arrestate.

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