Turchia. Ancora una notte di passione a IstanbulTribuno del Popolo
lunedì , 18 dicembre 2017
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Turchia. Ancora una notte di passione a Istanbul

Una notte di scontri e lotta con la polizia a Istanbul, nel quartiere popolare di Okmeydani, dove è esplosa la rabbia dei manifestanti dopo che due di loro erano stati uccisi nelle scorse ore dalla polizia. Erdogan da parte sua continua a difendere le violenze delle forze di sicurezza. 

Non si accennano a calmarsi le violenze in Turchia anzi si, è assistito a una nuova notte di passione e scontri nel quartiere popolare della città di Okmeydani. Si tratta dello stesso quartiere dove, il giorno prima, un uomo era rimasto ucciso da un proiettile vagante mentre partecipava a un funerale. La sua morte casuale ha portato oltre diecimila persone in piazza che si sono scontrati con la polizia e, al termine degli scontri, un giovane è rimasto gravemente ferito per poi morire diverse ore dopo in ospedale. Ieri notti la notizia della morte anche del secondo manifestante ha acceso gli animi del quartiere e per poco un dirigente della polizia non veniva linciato dalla folla, costretto a rifugiarsi nel furgone di una troupe televisiva. A quanto sembra il ragazzo ucciso nel corso del funerale per errore sarebbe stato colpito da un proiettile sparato dagli agenti che provavano a reprimere una manifestazione antigovernativa dall’altra parte della strada; i poliziotti avrebbero sparato in aria e uno dei proiettili ha raggiunto il ragazzo nel “Cemevi”, luogo di culto alavita, uccidendolo. Erdoga, l’uomo forte della Turchia, ha poi affermato che gli agenti turchi sarebbero “fin troppo pazienti”: La polizia dovrebbe solo stare a guardare?” si e’ chiesto il premier durante una riunione di partito ad Ankara, citato dal sito del quotidiano Hurriyet  ”Non capiscono come facciano a essere cosi’ pazienti“. Per non parlare delle parole prive di umanità pronunciate su Berkin Elvan, il ragazzo adolescente ferito durante le proteste estive del Gezi Park e morto dopo otto mesi di coma, uno dei simboli della protesta contro il governo di Erdogan: “Volevano commemorare Berkin Elvan. Ma dobbiamo tenere una cerimonia ogni volta che muore qualcuno? E’ morto, e’ finita qui“. Insomma in Turchia Erdogan può permettersi repressioni inaudite anche perchè nessuno, in Occidente, ha intenzione di iniziare una campagna mediatica contro Ankara. 

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/greggcarlstrom/9060159080/”>gregg.carlstrom</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.0/”>cc</a>

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