Turchia. Ankara accusata di bombardare i curdi che combattono l'IsisTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Turchia. Ankara accusata di bombardare i curdi che combattono l’Isis

Ormai non è più una novità ma sono sempre di più quelli che accusano Ankara di bombardare le postazioni curde in Siria dell’Ypg, le stesse che combattono a Kobane contro lo Stato Islamico. Erdogan ha smentito ma la sensazione è che ormai il governo turco abbia perso credibilità nelle vicende siriane e irachene. 

Le milizie curde siriane dell’Unità di protezione popolare (Ypg) hanno accusato ufficialmente la Turchia di aver bombardato diverse posizioni nel nord della Siria, vicino alla cittadina simbolo di Kobane. Nonostante Erdogan abbia negato in tutti i modi, la sensazione che la Turchia stia utilizzando la guerra all’Isis per colpire i curdi è ormai diffusa. Iniziano a parlarne anche molte testate, non ultima “The Post Internazionale”, che ha riferito come nella notte del 26 luglio secondo le milizie curde alcuni carri armati turchi avrebbero bombardato il villaggio di Zur Maghar che si trova nella provincia di Aleppo sotto il controllo congiunto di ribelli siriani e curdi. L’accusa dei curdi alla Turchia è quindi molto chiara: ”Invece di colpire le posizioni occupate dai terroristi dell’Isis, le forze turche attaccano le nostre posizioni di difesa. Chiediamo ai leader turchi di fermare questa aggressione e seguire le linee guida internazionali“, ha accusato l’Ypg con un comunicato ufficiale. L’Ypg fino a questo momento ha affrontato in prima fila i jihadisti dell’Isis divenendo in poche parole la prima linea di difesa contro l’avanzata del Califfo. Anche gli Stati Uniti li hanno riconosciuti come interlocutore sul terreno scatenando la rabbia di Ankara che è letteralmente terrorizzata dall’ipotesi della creazione di uno stato curdo ai suoi confini. La sensazione però è che la Turchia sia un alleato troppo potente della Nato e troppo prezioso per gli Stati Uniti quindi probabilmente in molti chiuderanno gli occhi di fronte ai raid turchi volti a distruggere le velleità curde di creare un territorio autonomo nel nord della Siria. Inutile dire che la parola finale dovrebbe spettare a Damasco, ma nessuno si pone più il problema del rispetto dell’integrità territoriale della Siria.

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