Turchia. Ankara cede più poteri ai serviziTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Turchia. Ankara cede più poteri ai servizi

Dopo la durissima repressione della polizia turca al Gezi park continua la protesta in Turchia da parte dei manifestanti. Anche per questo il governo turco ha deciso di usare tolleranza zero e di dare più forza ai servizi per vagliare oltre cinque milioni di messaggi su Twitter inviati durante le settimane di proteste. 

Peggiora la situazione in Turchia dopo la repressione dei giorni scorsi ordinata dal governo nei confronti dei manifestanti di Gezi Park, a Istanbul, il luogo dove tre settimane fa è cominciata la protesta contro il premier Erdogan. Ora il governo turco ha deciso di dare avvio a una serie di indagini che riguardano circa cinque milioni di messaggi privati inviati su Twitter e Facebook durante le tre settimane di proteste. Lo ha riferito il quotidiano turco Hurriyet, che ha anche spiegato come il numero due del partito islamico Akp di Erdogan, Huseyin Celik, abbia indicato che sarebbero già sotto inchiesta oltre 105 siti e 262 account su twitter. Del resto era stato lo stesso Erdogan a definire la rete sociale utilizzata dai manifestanti come una “minaccia” sociale.  Intanto la rete di hackers anti-governativa turca RedHack ha invitato i giovani che potrebbero essere indagati per avere usato twitter durante le manifestazioni a dichiarare che i loro account sono stati ‘piratati’. RedHack si è ‘autodenunciato’, rivendicando di essere ”responsabile” di tutti i tweet inviati durante le proteste. Il partito islamico Akp di Erdogan, ha scritto su twitter, ”ha avviato indagini. Abbiamo postato tutti i tweet e piratato migliaia di computer. Non prendetevela con gente innocente: ci siamo noi. Tutti gli account che hanno ritwittato RedHack, scritto di RedHack, o organizzato la resistenza, sono stati piratati da noi”.  Secondo Hurriyet utenti di twitter hanno già iniziato a dichiarare di essere stati piratati da redHack con l’hashtag #redhacktarafindanhacklendik, cioè#siamostatipiratatidaredhack.

La protesta intanto cambia forma, e ha preso spazio la rivolta dell’ “uomo in piedi”, ovvero migliaia di persone che si fermano in piazze, strade e centri commerciali rimanendo immobili e silenziosi anche per ore. Una forma di protesta che è stata pensata e messa in atto domenica a piazza Taksim da parte del giovane Erdem Gunduz.  Ma anche la repressione non si arresta con gli agenti dell’antiterrorismo che oggi hanno arrestato altre persone con l’accusa di aver organizzato le proteste. Solo nella giornata di ieri ci sono stati oltre cento arresti, e secondo i sondaggi i consensi per il partito islamico Akp sarebbero scesi dal 46% al 35% (Zaman). Secondo documenti confidenziali pubblicati da Taraf, il governo sta inoltre rafforzando i poteri dei servizi segreti del Mit. Secondo il quotidiano indipendente, l’agenzia ha avuto l’incarico di individuare gli imprenditori vicini all’opposizione, in modo da impedire loro di lavorare con lo stato. Come se non bastasse un nuovo protocollo d’ora in avanti consentirà ai servizi di intercettare le comunicazioni private dei cittadini.

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