Turchia. Ankara reprime il Pkk, muoiono due bambiniTribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
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Turchia. Ankara reprime il Pkk, muoiono due bambini

A seguito della repressione delle forze di sicurezza turche contro il Pkk a Cizre sono morti due bambini di 5 anni e tre mesi. Innocenti che si sono trovati in mezzo durante operazioni dell’esercito contro il Pkk, innocenti per cui nessun organo internazionale chiederà conto al governo turco. 

Quando “incidenti” di questo tipo capitano in paesi che, per diversi motivi, non sono così simpatici agli Stati Uniti e ai loro alleati, ecco che tutti i giornali aprono indignati con la notizia in prima pagina, magari accusando il governo di turno di crimini di guerra e invocando interventi della comunità internazionale. Quanto accaduto in Turchia invece forse commuoverà e indignerà di meno la comunità internazionale in quanto il premier Erdogan è un alleato strategico degli interessi dell’Occidente, e infatti non a caso quanti fingono di non vedere quando Mosca mostra le prove della collaborazione de facto al confine tra turchi e Isis?

Stiamo parlando di un paese, la Turchia, che piuttosto che fare qualcosa contro lo  Stato Islamico utilizza il proprio esercito per martellare continuamente le postazioni del Pkk,  il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, che viene considerato da Ankara alla stregua di un nemico da eliminare a tutti i costi. Così la repressione del governo turco contro i curdi si può dispiegare in tutta la sua brutalità senza che la comunità internazionale si commuova più del dovuto nè presti attenzione a quanto stia accadendo. Nelle scorse ore a Cizre, una delle città soggette a coprifuoco ormai dal 14 dicembre, un bambino di 5 anni è stato ucciso da un proiettile vagante sparato dalle forze di sicurezza turche durante una operazione contro il Pkk mentre giocava nel cortile di casa.

Sempre a Cizre nelle scorse ore è stata uccisa anche una bambina di soli tre mesi uccisa dal fuoco incrociato durante scontri tra forze di sicurezza e Pkk. La bimba sarebbe stata raggiunta alla testa da un proiettile quando l’abitazione della sua famiglia è stata colpita da una bomba. Anche il nonno della bambina è deceduto mentre la stava portando verso un’ambulanza. Ovviamente l’esercito turco non ha voluto dare ulteriori dettagli sull’episodio e si è limitato a riferire come una bomba piazzata dal Pkk abbia ucciso tre soldati sempre a Cizre. Insomma la repressione del governo turco continua senza esclusione di colpi di fronte al silenzio, complice, di una comunità internazionale sensibile al dolore e alla sofferenza ma solo a intermittenza.

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Fonti: Today Zaman, La Stampa

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