Turchia. Ankara si ferma contro ErdoganTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Turchia. Ankara si ferma contro Erdogan

In Turchia decine di migliaia di lavoratori sono scesi in piazza sabato contro ad Ankara contro il governo di Erdogan. In piazza sono scese anche le forze sindacali che hanno aspramente criticato il governo assieme alle forze della sinistra curda e turca.

Non accennano a diminuire le proteste in Turchia contro il governo di Recep Tayyip Erdogan, proteste esplose nell’estate del 2013 con quelli che sono passati alla storia come gli scontri di Gezi Park a Instanbul. Le proteste sono però continuate in tutto il Paese legandosi anche ad altri fronti di opposizione al governo di Erdogan. Nella giornata di sabato ad Ankara sono scesi in piazza a migliaia, in piazza Sihhiye, per manifestare contro il governo di Erdogan. I lavoratori sono scesi in strada a migliaia criticando le politiche dell’esecutivo dell’Akp, al centro nell’ultimo mese di vibranti polemiche su corruzione e inchieste della magistratura cui il governo ha risposto licenziando diversi capi di polizia, prefetti e oltre duemila tra militari e ufficiali. Tra i più attivi a gestire le proteste in prima fila vi erano le organizzazioni sindacali, vedi il Sindacato Confederale dei Lavoratori Rivoluzionari, ma anche il Sindacato dei Lavoratori del Pubblico Impiego e l’Unione dei Medici turchi. Presenti anche l’Unione delle Camere degli Ingegneri e le rappresentanze degli architetti, segno di un fronte di opposizione popolare ormai a maglie larghe contro Erdogan. Come alsolito alla manifestazione hanno partecipato anche diverse organizzazioni politiche della sinistra turca e curda, e anche parlamentari ed extraparlamentari. Stranamente alla fine delle manifestazioni la polizia non ha caricato, anche questa una rarità vista la piega volente degli ultimi tempi. Ma la pressione sul governo comincia a dare i suoi frutti dal momento che il ministro della Giustizia turco, Bekir Bozdag, ha fatto sapere che Ankara potrebbe rinunciare al progetto di legge dell’Akp che dovrebbe mettere sotto controllo il Consiglio Supremo dei Giudizi e dei Procuratori, una sorta di Csm, e il sistema giudiziario, ennesimo progetto liberticida e accentratore voluto da Erdogan, che non ha ancora rinunciato a stringere la sua morsa sulle istituzioni del Paese.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/coolrevolution/9063617886/”>cool revolution</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

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