Turchia. Anonymous appoggia le proteste e attacca i siti del governoTribuno del Popolo
martedì , 24 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Turchia. Anonymous appoggia le proteste e attacca i siti del governo

Il gruppo di Anonymous ha deciso di supportare le proteste dei manifestanti turchi contro il governo lanciando un cyber-attacco contro diversi siti web delle istituzioni. Si tratta del’operazione #OpTurkey, lanciata proprio per solidarizzare con le proteste.

Photo Credit

Il gruppo di hacktivisti Anonymous ha deciso di supportare le proteste che per il terzo giorno consecutivo hanno scosso la Turchia, rivolgendosi contro il presidente conservatore Recep Tayyp Erdogan. Anonymous ha cominciato attaccando alle 22:40 il sito web del presidente Abdullah Gul, stato mandato offline assieme a quello del partito di Giustizia e Sviluppo (Akp), e a quello del Direttorato di Sicurezza di Istanbul. Subito dopo gli hacktivisti hanno rivolto le loro attenzioni ai governi municipali di Mersin e Izmir. L’operazione è stata realizzata in risposta agli abusi della polizia turca che hanno duramente colpito i manifestanti con idranti, lacrimogeni e proiettili di gomma. Anche il sito dell’Istituto di tecnologia Gebze è stato attaccato dagli hacker. Seguendo poi le voci che accusavano il governo di aver limitato l’accesso a internet in alcune zone, Anonymous ha cominciato a twittare passwords per collegarsi gratuitamente a VPN, una rete virtuale privata che collega i computer in una rete, permettendo alle informazione di venire condivise liberamente. Sempre Anonymous ha anche diffuso la notizia che diversi hackers pagati dal governo avrebbero cominciato a oscurare e attaccare siti di informazioni turchi. Nel descrivere la reazione delle autorità turche alle proteste in corso come quelle di un “dittatore”, Anonympus ha anche informato di voler effettuare una azione su scala mondiale per far cadere, letteralmente, “il governo turco sulle ginocchia“. “Voi avete censurato i social media e le altri fonti di comunicazioni del vostro popolo per sopprimere la conoscenza dei vostri crimini contro di loro“, ha detto il collettivo, “Ora Anonymous manderà voi offline, e il vostro stesso popolo vi ammonirà sull’uso del potere“. Tuttavia le voci che le autorità turche abbiano bloccato i social media tra sabato e domenica rimangono non confermate, e il premier Erdogan non ha fatto alcuno sforzo per non esternare il suo disappunto nei confronti delle comunicazioni via social media. Anzi, proprio Erdogan ha parlato di Twitter come di una vera e propria minaccia, al punto che al quotidiano Haberturk ha rilasciato un’intervista domenica sera nella quale ha detto “Il miglior esempio di bugie può essere trovata qui. Per me i social media sono la peggior minaccia per la società“.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top