Turchia. Calano i consensi per Erdogan il "Sultano"Tribuno del Popolo
sabato , 16 dicembre 2017
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Turchia. Calano i consensi per Erdogan il “Sultano”

In Turchia si vive un momento molto difficile a causa degli scontri quotidiani con i militanti curdi dopo le decisioni difficili e controverse prese dal governo negli ultimi mesi. E il “Sultano” Erdogan punta tutto sulle prossime elezioni, ben sapendo che con il suo partito AKP si giocherà tutto.

Il 7 giugno i turchi erano stati chiamati alle urne e in modo clamoroso il presidente Recep Tayyip Erdogan, leader di AKP, non ha ottenuto quella maggioranza di governo di cui aveva bisogno per la prima volta in un decennio. Inutile dire che Erdogan non ha preso bene la cosa, anche perchè questo ha significato sostanzialmente che l’AKP dovrà negoziare con altri partiti per costruire una coalizione di governo. Un vero e proprio colpo per Erdogan che ormai si atteggiava a nuovo “Sultano” e stava imprimendo una scossa autoritaria agli equilibri interni del Paese. I turchi evidentemente non hanno apprezzato il suo modo di fare autoritario, e hanno in qualche modo temuto che un ulteriore rafforzamento di Erdogan sarebbe coinciso con un indebolimento della democrazia turca. Le cose sono poi precipitate velocemente con le accuse da parte dei curdi ad Ankara di favorire l’Isis e di usarlo contro di loro e la riapertura del fronte interno con il Pkk, movimento separatista curdo con cui esisteva una tregua da circa due anni. Erdogan comunque non sembra voler accettare la sfida di un governo di coalizione in un clima politico sempre più polarizzato, ecco quindi che il suo obiettivo primario è diventato quello di vincere nelle prossime elezioni per riuscire a fare un governo da solo. A far comprendere ormai l’egocentrismo del personaggio all’indomani delle scorse elezioni proprio Erdogan ebbe a dichiarare che gli elettori avevano commesso “un errore”.

Dato che la Turchia si trova sul baratro di una guerra civile con i curdi del Pkk ma non solo, ecco che Erdogan vorrebbe utilizzare lo spauracchio del caos e della guerra civile per ottenere un mandato da “stabilizzatore”, e per farlo non può certo condividere il potere con una coalizione. La speranza del partito AKP è quella che la guerra con i separatisti curdi possa portare voti da parte dei nazionalisti turchi, e soprattutto che la violenza del Pkk possa far perdere consensi all’HDP, il partito dei curdi vera grande novità delle ultime elezioni e che vedrebbe i suoi consensi crescere anche nella sinistra turca anti Erdogan. E proprio il presidente turco continua a ripetere la litania che si sarebbe potuto evitare il caos se l’AKP avesse ottenuto larghi consensi alle ultime elezioni, una sorta di logica del ricatto che vuole scaricare sempre sugli altri i problemi. Il 1 novembre comunque in Turchia si tornerà alle urne, ma anche questa volta Erdogan potrebbe scontrarsi contro un muro in quanto l’AKP negli ultimi mesi non ha certo guadagnato consensi e simpatie. La sua scelta della via nazionalista gli ha alienato il consenso dei curdi moderati, e la sua totale indifferenza nei confronti dei curdi che combattono contro l’Isis in Siria ha permesso anche al resto del mondo di toccare con mano il modo di fare politica turco. Non a caso ora accelera sul nazionalismo pensando almeno di recuperare voti nell’estrema destra più nazionalista.

Secondo molti analisti la guerra al Pkk sarebbe stata deliberatamente cercata e voluta per riportare al potere l’AKP di Erdogan, peccato che nella società turca si faccia sempre più strada la consapevolezza che in qualche modo ci sia proprio lo zampino del “Sultano” dietro la nuova guerra civile con i curdi, e questo potrebbe inevitabilmente fargli perdere altri consensi.

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