Turchia. Con i curdi è guerra totale | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Turchia. Con i curdi è guerra totale

Dopo l’attentato di ieri che ha causato la morte di 28 soldati turchi ad Ankara e un secondo ordigno a Diyarbakir che ha ucciso 7 soldati, si infiamma la Turchia. Le autorità turche accusano il Pkk e l’Ypg che però negano con forza ogni responsabilità. La politica aggressiva e incendiaria di Erdogan in Siria rischia di far precipitare anche la Turchia nel caos.

Parliamo di fatti. Nella giornata di ieri una autobomba ha ucciso 28 soldati che transitavano su di un convoglio nei pressi del Parlamento di Ankara. Poche ore dopo a Diyarbakir, nel sud-est della Turchia, un secondo ordigno uccideva almeno 7 soldati facendo così piombare la Turchia nel caso. Il sud-est del paese per la verità era già nel caos ma i media hanno preferito nelle settimane scorse non parlare della violentissima repressione con cui Erdogan ha deciso di affrontare la questione curda rinfocolando la guerra con il Pkk. E’ stato quasi automatico quindi per le autorità turche incolpare direttamente il Pkk degli attentati, ma il Partito dei lavoratori del Kurdistan per bocca del suo leader Cemil Bayik ha detto chiaramente di non sapere chi abbia realizzato l’attacco di Ankara, ma ha ipotizzato che potrebbe trattarsi “di un atto di ritorsione per i massacri in Kurdistan” (Fonte Repubblica). Anche il partito curdo del Pyd, considerato terrorista dalla Turchia, ha negato ogni coinvolgimento nell’attacco di Ankara e l’Ypg, considerato complice, ha rigettato ogni accusa specificando che non ritiene la Turchia “come un nemico”. Erdogan e soci invece non hanno dubbi e incolpano proprio i curdi e Damasco, forse nell’intento di rinfocolare la guerra contro i curdi siriani per impedire che possano creare una zona cuscinetto al confine collaborando con Assad. Non a caso la prima reazione turca agli attentati è stata quella di intensificare i bombardamenti contro il Pkk in Iraq, e la sensazione è che con questi attentati la tensione aumenterà ancora, creando i presupposti per nuove escalation in tutta la regione.

Tribuno del Popolo 

 

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