Turchia. Continuano gli assalti dell'esercito contro il PkkTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Turchia. Continuano gli assalti dell’esercito contro il Pkk

Altro che guerra all’Isis, l’esercito turco sta martellando le posizioni del Pkk nel nord dell’Iraq e avrebbe già ucciso circa duecento militanti. Le azioni turche sembrano dunque essere più orientate a colpire i curdi piuttosto che i miliziani dello Stato Islamico.

Ankara smentisce e ha sempre smentito eppure i fatti incalzano Erdogan e il suo governo da quando hanno deciso di intervenire attivamente in territorio siriano e iracheno. Ufficialmente Ankara ha detto di aver compiuto raid per difendere i propri confini contro lo Stato Islamico, ma sin da subito gli aerei e i carri turchi hanno colpito anche e soprattutto bersagli del Pkk, il partito di sinistra curdo che viene reputato dalla Turchia una organizzazione terroristica alla stregua dell’Isis. Peccato che il Pkk rappresenti una delle forze più attive nella lotta all’Isis quindi siamo di fronte al paradosso che le bombe turche rischiano di favorire una nuova avanzata dello Stato Islamico verso il nord della Siria e dell’Iraq. E come sappiamo molto bene i miliziani dell’Isis non si limitano a occupare militarmente i luoghi conquistati ma procedono a una feroce pulizia etnica sotto gli occhi inerti del mondo.

Nelle ultime dodici ore gli F-16 turchi hanno colpito oltre 65 bersagli del Pkk, inclusi magazzini di munizioni e rifugi sotterranei, come riferito dall’agenzia Anadolu. Di conseguenza la tanto conclamata voglia turca di farla finita con il terrorismo va letto come un tentativo di Ankara di farla finita con il Pkk, forse in reazione del grande successo elettorale ottenuto dal partito curdo Hdp. Nei bombardamenti turchi sarebbe rimasto ferito anche Nurettin Demirtas, fratello del segretario del Pkk Selahattin Demirtas. Gli attacchi si sono concentrati nel nord dell’Iraq, dove gli aerei turchi hanno colpito un centinaio di bersagli del Pkk, tanto che in pochi giorni sarebbero stati eliminati oltre duecento militanti. Tutto questo pone fine a un cessate il fuoco di oltre due anni con il movimento di sinistra curdo del Pkk, e ormai si può parlare di guerra aperta, una guerra che finirà per favorire sul terreno lo Stato Islamico di fronte all’inazione totale della comunità internazionale.

Non solo, il primo ministro Ahmet Davutoglu ha spiegato in modo molto chiaro che i turchi continueranno a bombardare il Pkk fin quando i militanti curdi non abbasseranno unilateralmente le armi. Ben si comprende quindi il nervosismo curdo e la rabbia di chi si sente preso tra due fuochi. Secondo alcuni analisti inoltre il Pkk starebbe pagando la sua alleanza tattica con Damasco in chiave anti-jihadisti, visto e considerato che Ankara ha spinto moltissimo per destabilizzare e destituire il governo di Assad.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top