Turchia. Continuano le proteste, l'esercito alla finestraTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Turchia. Continuano le proteste, l’esercito alla finestra

Turchia. Continuano le proteste, l’esercito alla finestra

Ancora proteste in Turchia, questa volta pacifiche con il coreografo Erdem Gunduz che ha inaugurato la protesta pacifica dell’ “uomo in piedi” a Istanbul. La tensione nel paese resta alta, e l’esercito per il momento rimane alla finestra. 

Photo Credit AFP Photo / Bulent Kilic

Continuano le proteste in Turchia con decine e decine di uomini che hanno deciso di imitare la protesta del coreografo Erdem Gunduz, che nelle scorse ore è stato ribattezzato “l’uomo in piedi” dopo essere rimasto fermo in segno di solidarietà con il movimento di Gezi Park in piazza Taksim, sfidando le autorità. Gunduz ha lanciato un appello che è subito andato su tutti i social network, e che invita i cittadini a rimanere fermi in segno di solidarietà con il movimento. Gunduz è rimasto in piedi per oltre cinque ore, con lo sguardo rivolto verso la statua di Ataturk, il padre fondatore della Turchia moderna. E ora cosa succederà? Erdogan ha agitato lo spettro dell’esercito, uno degli organi più importanti all’interno degli equilibri della Turchia. L’esercito infatti un tempo era onnipresente nella vita politica turca, ed è tuttora il legittimo custode della tradizione repubblicana di Ataturk. Quando Erdogan ha parlato di scatenare l’esercito però, probabilmente stava solo bluffando dal momento che l’impiego dell’esercito segnerebbe la fine della parabola positiva dell’Akp, il partito al potere. Del resto da quando Erdogan è diventato il padre padrone della Turchia l’esercito è stato progressivamente marginalizzato attraverso una serie di inchieste giudiziarie. Nonostante la Costituzione turca sia stata dettata proprio dall’esercito nel 1982, e approvata da un plebiscito popolare un anno dopo, Erdogan nel 201o ha limitato le prerogative dell’esercito, rafforzando invece quelle del suo partito, l’Akp attraverso delle modifiche sostanziali all’interno dei due pilastri dell’impalcatura laica: la Corte costituzionale ed il Consiglio superiore della magistratura (HSYK) che nomina i giudici ed i procuratori. In Turchia la Costituzione peraltro riconosce proprio all’esercito il diritto d’intervenire militarmente nel caso in cui i valori repubblicani fossero in pericolo. Proprio l’Akp nel 2007 denunciò un presunto complotto dell’esercito, accusato di brigare per preparare un colpo di Stato contro il governo di Erdogan. Secondo molti sarebbe proprio l’esercito attraverso reti clandestine e segrete a tenere in realtà in mano le fila del potere in Turchia. Anche per questo motivo la tensione resta alta perchè proprio l’esercito potrebbe pensare di intervenire qualora ritenesse in pericolo i valori repubblicani o vedesse terminata la parabola del “sultano” Erdogan.

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