Turchia. E' notte fonda per la democraziaTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Turchia. E’ notte fonda per la democrazia

Secondo le ultime notizie ben due giornalisti dell’area di opposizione turca sono stati arrestati con l’accusa di aiuto al terrorismo. Eppure Can Dundar, il direttore del quotidiano di opposizione laica Cumhuriyet, e Erdem Gul, il capo della redazione di Ankara, sarebbero colpevoli di aver pubblicato un’inchiesta che rendeva noto un losco passaggio di armi dalla Turchia alla Siria.

Spira un vento non molto promettente per le voci di dissenso in Turchia, non da ora peraltro dal momento che negli ultimi tempi il partito Akp e il governo di Erdogan hanno cominciato a realizzare una vera e propria torsione autoritaria, estrinsecata anche materialmente nel tentativo di togliere spazio a ogni dissenso anche dalla carta stampata. Del resto nelle recenti elezioni vinte proprio da Erdogan il Sultano turco aveva ottenuto uno spazio mediatico nella campagna elettorale infinitamente superiore ai suoi rivali. Non a caso lo stesso Vladimir Putin, presidente russo, dopo il recente incidente dell’abbattimento del Su-24 russo al confine turco ha accusato proprio Erdogan di procedere a una progressiva islamizzazione del Paese.

La notizia di queste ore è che il governo di Ankara ha arrestato due giornalisti dell’opposizione con l’accusa di terrorismo. Stiamo parlando di Can Dundar, il direttore del quotidiano dell’opposizione Cumhuriyet, e Erdem Gul, capo della redazione del quotidiano nella capitale turca. I due sono stati arrestati nelle scorse ore per aver pubblicato una vera e propria inchiesta fotografica su un presunto transito di camion turchi dalla Turchia alla Siria. Nel reportage del Cumhuriyet venivano anche denunciati con coraggio i metodi con cui il Mit, i servizi segreti turchi, hanno rifornito di armi i ribelli attivi in territorio siriano. Non solo, nel reportage sarebbero state anche pubblicate alcune foto che rivelerebbero in modo netto come molti di questi camion pieni di armi sarebbero stati fermati nel gennaio 2014 dalla gendarmeria turca ad Adana mentre erano diretti proprio in Siria.

Per la verità si tratta di una notizia che risalirebbe a qualche mese fa, per la precisione al giugno 2015, poco prima delle elezioni, e lo stesso Erdogan aveva mal digerito lo scoop. Poco dopo è arrivata, puntuale, l’apertura dell’inchiesta a carico del quotidiano, ed Erdogan è tornato recentemente sull’argomento derubricando la vicenda a un semplice incidente di percorso dato che, a suo dire, quei camion trasportavano “aiuti” per i turcomanni nel nord della Siria. Per l’Akp il nuovo Sultano insomma il reportage dei due coraggiosi giornalisti sarebbe un atto di tradimento compiuto per screditare l’immagine del governo turco, ecco perchè ora i due rischiano una pena detentiva severissima.

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