Turchia. Erdogan decide di eliminare la concorrenza anche in TvTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Turchia. Erdogan decide di eliminare la concorrenza anche in Tv

Si avvicina il voto del 1 novembre in Turchia e il premier Erdogan dimostra di temere il giudizio delle urne dopo gli ultimi avvenimenti. Ecco perchè il governo ha deciso una stretta autoritaria sui media considerati “ostili”. A dieci giorni dal voto ben sette canali Tv ostili al partito di governo verranno chiusi, ennesima prova dell’assenza totale di democrazia nel Paese. 

Il 1 novembre sarà un giorno di importanza capitale  non solo per la Turchia ma per il futuro di tutto il Medio Oriente. Erdogan infatti si giocherà tutto, e dopo i recenti fatti della bomba alla stazione di Ankara contro i manifestanti filocurdi e antigovernativi, si rende conto che la sua credibilità è finita sotto zero. Nonostante questo, o forse proprio per questo, Ankara ha deciso una nuova stretta nei confronti del dissenso, e infatti a dieci giorni dal voto l’operatore unico di comunicazione satellitare turco, Turksat, ha comunicato ai suoi network l’avviso di interrompere le trasmissioni di ben sette canali televisivi ostili all’Akp, ovvero il partito di governo di Erdogan. Unendo ciò al fatto che circa dieci giorni prima Erdogan aveva fatto arrestare il direttore del quotidiano d’opposizione “Zaman” in quanto aveva pubblicato un tweet offensivo, ben si comprende quanto il livello della “democrazia” turca si sia considerevolmente abbassato.

Stranamente però nessuno alza i toni nei confronti del governo turco in Occidente, anzi la Merkel ha incontrato il primo ministro turco Davutoglu a Instanbul per parlare della Siria e dell’emergenza profughi, e ha promesso ad Ankara di favorire il processo di adesione della Turchia in Ue qualora i turchi arginino l’afflusso di profughi verso l’Europa, come a dire che se Erdogan risolverà i problemi dell’Europa, allora saranno tutti ben contenti di accoglierlo anche se ha seppellito la democrazia. Insomma il 1 novembre in Turchia sarà il giorno della verità, ma la sensazione è che Erdogan goda ancora del credito di molti paesi occidentali e di conseguenza, consapevole di ciò, difficilmente si farà da parte in politica interna. Non a caso le politiche aggressive nei confronti dei curdi si sono intensificate proprio nelle ultime settimane.

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