Turchia. Erdogan e l' "ultimo" ultimatumTribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Turchia. Erdogan e l’ “ultimo” ultimatum

Erdogan ha lanciato un “avvertimento finale” ai manifestanti dicendo che verranno espulsi da Piazza Taksim. Il ministro degli Interni ha ordinato un’inchiesta sugli usi eccessivi della forza da parte della polizia, e i manifestanti si preparano a resistere.

Photo Credit  (AFP Photo / Bulent Kilic)

“La nostra pazienza è giunta alla fine. Sto lanciando un avvertimento per l’ultima volta”, lo ha detto il Primo ministro turco, Recep Tayyp Erdogan, il giorno dopo aver promesso la fine delle proteste entro 24 ore. Un avvertimento sinistro che i manifestanti sembrano aver preso molto seriamente. Le voci di un imminente sgombero in massa della piazza si rincorrono nelle ultime ore, con la polizia che a Istanbul ha arrestato 42 persone che stavano indossando maschere ed elmetti mentre camminavano pacificamente per il parco. Intanto il bollettino di quasi due settimane di scontri parla di cinque morti e oltre 5.000 feriti, e il timore di molti è che potrà aumentare quando la polizia cercherà effettivamente di sgomberare Piazza Taksim e il Gezi Park. Nelle scorse ore peraltro, Erdogan ha incontrato una delegazione di manifestanti con la quale avrebbe trovato un punto di mediazione: il Gezi Park non verrà toccato fino a una decisione della corte sul suo destino. Dopo che le Nazioni Unite hanno accusato il governo turco di aver esagerato con la repressione inoltre, il ministro degli Interni turco ha promesso un’indagine sull’operato della polizia, accusata di aver commesso vergognose brutalità su manifestanti spesso inermi. La posta in gioco però sembra essere ben altra, basti pensare che la Germania e la Francia hanno già ammonito Ankara che, nel caso le violenze e le manifestazioni dovessero continuare, questo potrebbe pregiudicare l’ingresso della Turchia nell’ Eurozona; occorre inoltre ricordare come proprio Berlino e Parigi siano stati i due paesi più ostili all’ingresso della Turchia nell’Eurozona. Nel tentativo di stemperare gli animi comunque, il portavoce del partito di Erdogan, Libertà e Giustizia, Huseyin Celik, ha suggerito un referendum sul destino di Gezi Park.

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