Turchia. Erdogan è messo all'angolo ma non mollaTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Turchia. Erdogan è messo all’angolo ma non molla

Dopo la recente “tangentopoli”in Turchia che ha ridotto al minimo la credibilità di Erdogan e del suo governo, il premier turco ha ora deciso di aumentare la repressione e ha fatto sapere di non avere in programma nessuna amnistia nei confronti dei 200 funzionari e militari condannati nei mesi scorsi per complotto contro l’esecutivo.

Nubi dense si addensano sul cielo turco dopo l’eco del recente scandalo soprannominato “Tangentopoli turca” e dalla dura reazione del governo di Ankara, messo ormai all’angolo per il peso degli scandali. Erdogan però reagisce dall’angolo attaccando, accentuando la caccia ai suoi nemici interni ed esterni al suo partito, l’Akp. Nelle scorse ore proprio il premier turco ha comunicato che non ci sarà alcuna amnistia nei confronti egli oltre 200 tra funzionari, esponenti politici e militari condannati nei mesi scorsi per complotto contro l’esecutivo. “Nessuno si attenda un’amnistia generale: non é prevista” ha dichiarato il suo vice Bulent Arinc ai media locali. Proprio nei giorni scorsi lo Stato Maggiore dell’esercito aveva chiesto di riprocessare centinaia di ufficiali condannati nell’ambito della rete “Ergenekon”, ovvero un progetto di tentativo di colpo di stato. Il 27 dicembre l’esercito aveva presentato una denuncia penale alla procura di Ankara contro la condanna di centinaia di alti gradi delle forze armate, finendo per accusare i tribunali e il governo di aver letteralmente fabbricato prove e accuse per “epurare” le forze armate dei personaggi invisi a Erdogan.Nel 2012 del resto erano stati arrestati altri 200 ufficiali sempre con l’accusa di aver preparato un colpo di stato; per questo in molti credono che l’Akp di Erdogan abbia deciso di utilizzare queste purghe per rimuovere gli ufficiali anti-islamisti. Il tutto avviene con le elezioni amministrative di marzo ormai incombenti, che saranno una vera e propria cartina di tornasole per capire quale sarà il futuro della Turchia. Erdogan ha lanciato un’offensiva per riprendere il controllo delle istituzioni giudiziarie dopo che il 17 dicembre la procura ha ordinato decine di arresti nel suo entourage politico e imprenditoriale nell’ambito della tangentopoli turca. E mentre Erdogan ha in poche parole dichiarato guerra agli apparati dello stato turco, per la strada la polizia continua a reprimere i cittadini che contestano Ankara, con ben 36 manifestanti arrestati l’anno scorso nel corso delle proteste del Gezi Park e accusati di reati quali partecipazione a organizzazione terroristica, propaganda sovversiva e detenzione di materiale pericoloso: in caso di condanna, rischiano dai tre ai 58 anni di reclusione.

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