Turchia. Erdogan elettro presidente, scricchiola la democraziaTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Turchia. Erdogan elettro presidente, scricchiola la democrazia

Recep Tayyip Erdogan esulta dopo l’elezione a presidente in Turchia. L’uomo forte del Paese è diventato l’uomo politicamente più longevo del Paese dopo Ataturk. Erdogan ha promesso riconciliazione e una “nuova” Turchia, ma secondo l’opposizione si tratta invece della fine della democrazia ad Ankara. 

Erdogan è il padrone assoluto della Turchia, lo era già prima delle presidenziali ma ora, dopo 11 anni da primo ministro, Recep Tayyp Erdogan è diventato il primo presidente a suffragio universale della Turchia. La sua vittoria deve indurre a severe riflessioni dal momento che proprio Erdogan era nell’occhio del ciclone da diverso tempo per via della sua gestione del potere in modo del tutto autoritario. In molti ricorderete i fatti di Gezi Park, o ancora le violente repressioni delle manifestazioni dell’opposizione e le ingerenze negli affari interni della vicina Siria. Come se non bastasse negli ultimi anni Erdogan è diventato sempre più identitario arrivando anche ad affermare: “noi turchi e musulmani contro gli altri”. Erdogan rappresenta la Turchia più arcaica e conservatrice, quella religiosa e confessionale che stride con la Turchia progressista, laica e liberale che invece vive in questi anni il suo momento peggiore. E dire che proprio Erdogan dopo la sua elezione ha promesso una “nuova Turchia” e riconciliazione, ma è troppo difficile se non impossibile credergli, soprattutto per l’opposizione. Ora Erdogan è secondo solo ad Ataturk come longevità politica questo probabilmente grazie alla grande crescita economica che ha avuto Ankara negli anni scorsi. Non nell’ultimo anno però dal momento che Erdogan ha dovuto fronteggiare proteste di piazza crescenti e pesanti accuse di corruzione al suo partito, l’Akp. Come se non bastasse il governo di Erdogan ha anche cercato di accentrare ogni potere e di mettere becco anche nella nomina dei magistrati con la Corte Costituzionale turca che ha bocciato questa disposizione della riforma della giustizia che aveva scatenato proteste in Parlamento. Il timore dell’opposizione di sinistra turca è ora quello che Erdogan sia diventato un nuovo sultano dai poteri assoluti. E infatti uno dei suoi obiettivi sarebbe proprio quello di cambiare la Costituzione, un obiettivo che mette seriamente a rischio la democrazia turca. Intanto le opposizioni si riorganizzano anche se sussistono importanti divisioni nello schieramento contro Erdogan, tuttavia dopo il giugno 2015 è probabile che l’Akp cercherà di creare un sistema presidenziale e probabilmente di favorire un cambiamento sociale che riguarderà anche i diritti e la libertà. L’unica cosa sicura è che Erdogan, forte della vittoria, oserà ancora di più, e lo farà in un contesto dove già più nessuno è in grado di ostacolarlo.

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