Turchia. Erdogan insiste: "Taglieremo gli alberi di Gezi Park"Tribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Turchia. Erdogan insiste: “Taglieremo gli alberi di Gezi Park”. E in piazza Taksim esplode la guerriglia

Erdogan ha annunciato di non voler arrivare a compromessi e che gli alberi di Gezi Park verranno tutti tagliati senza pietà. Il governo turco dunque sceglie le maniere forti, e la polizia in antisommossa è rientrata in piazza Taksim, a Istanbul.

Photo Credit (Reuters / Dado Ruvic)

Segheremo gli alberi di Gezi Park, saranno ripiantati in un altro luogo“, parola del premier turco Erdogan di fronte al gruppo parlamentare del suo partito Akp. Questa è dunque la risposta a coloro che si aspettavano una distensione tra i manifestanti e il governo di Ankara. Erdogan si è comportato da “Raìs”, mal tollerando le contestazioni e annunciando che i manifestanti dovranno “pagare un prezzo” per le manifestazioni degli ultimi dieci giorni. Così, all’alba del dodicesimo giorno di proteste, la polizia in anti-sommossa è entrata in forza in piazza Taksim, a Istanbul, già assurta a simbolo di questa “Primavera Turca”, che poi è una rivolta molto diversa dalle “Primavere” che abbiamo conosciuto negli ultimi due anni nel Mediterraneo. Gli agenti hanno fatto irruzione in piazza con blindati muniti di cannoni ad acqua, e gli agenti hanno preso d’assalto le barricate intorno alla piazza, sparando lacrimogeni per disperdere la folla. I dimostranti hanno reagito con una fitta sassaiola e con il lancio di bottiglie molotov, alimentando una vera e propria guerriglia nelle vie laterali. Dopo tre ore di tafferugli, gli agenti hanno portato a termine la “pulizia”, hanno rimosso gli striscioni dei dimostranti e li hanno sostituiti con una grande bandiera nazionale e un ritratto di Mustafa Kemal Ataturk, fondatore della Turchia secolarizzata e repubblicana. Lo stesso Ataturk, che fondò la Turchia moderna su principi di tolleranza, non sarebbe forse così contento della deriva islamista presa da Erdogan e i suoi sodali. Scontri comunque si sono registrati anche ad Ankara, nel quartiere di Tunali, dove si erano riunite almeno 6.000 persone.

L’assalto della polizia a piazza Taksim arriva dopo che ieri, Erdogan, ha annunciato di voler incontrare mercoledì mattina una delegazione dei rappresentanti della protesta che ormai continua senza sosta dal 31 maggio. Il primo ministro, in un intervento davanti al gruppo parlamentare del suo partito islamico Akp, ha confermato in quattro il numero delle vittime delle ultime due settimane di proteste: “Tre nostri giovani sono morti e anche un giovane poliziotto è morto“, ha affermato in un intervento davanti al gruppo parlamentare del suo partito islamico Akp. Secondo l’associazione medici turchi, quasi 5000 manifestanti sono stati feriti. Dopo l’ingresso della polizia in piazza Taksim, il governatore di Istanbul, Huseyin Avni Mutlu, ha assicurato che l’obiettivo delle forze dell’ordine non è lo sgombero di Gezi Park, il vero cuore della protesta contro il governo di Recep Tayyip Erdogan. “Da stamani siete affidati ai fratelli poliziotti . La nostra intenzione è di rimuovere i cartelli e le immagini dalla piazza. Non abbiamo altri obiettivi. Non toccheremo assolutamente nessuno a Gezi Park e a Taksim”. 

Intanto però il clima che si respira in Turchia è molto pesante, anche perchè secondo il quotidiano Hurriyet nell’ultima notte potrebbe esserci un nuovo morto tra i manifestanti, che comunque hanno denunciato le barbare violenze della polizia, accusati anche di aver utilizzato proiettili di gomma. Erdogan ha poi accusato i manifestanti di essere in mano a sobillatori che vogliono rovinare l’economia turca, un lamento patetico che ricalca gli stessi discorsi dei “Raìs” che Erdogan aveva accusato di violenze nelle Primavere Arabe. Chi si primavera ferisce…

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