Turchia. Erdogan promette arresto per chiunque manifesta a TaksimTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Turchia. Erdogan promette arresto per chiunque manifesta a Taksim

Il premier turco Erdogan ha promesso l’arresto per chiunque manifesterà in occasione del primo anniversario delle proteste di Gezi Park quando, un anno fa, migliaia di manifestanti sfidarono il pugno di ferro del nuovo padrone della Turchia. E mentre la Turchia diventa sempre più autoritaria, l’Occidente preferisce fare finta di nulla. 

In Turchia il ricordo di quando, un anno fa, esplodevano le proteste di piazza Taksim a Istanbul represse con la brutale violenza della polizia, è ancora fresco. Ora, a un anno di distanza da allora, la tensione in Turchia aumenta di nuovo al punto da convincere il premier Recep Tayyip Erdogan a minacciare pesantissime ritorsioni contro chi prenderà parte alle manifestazioni che si terranno in occasione del primo anniversario della rivolta di Gezi Park.  Erdogan è stato chiarissimo: tutti coloro che intendono manifestare verranno arrestati, un vero e proprio monito lanciato dal nuovo padrone della Turchia e che incontra l’indifferenza dell’Occidente, sempre molto attento invece a far notare le violazioni dei diritti umani ai paesi considerati ostili. Erdogan ha deciso di impiegare qualcosa come 25.000 agenti anti-sommossa appoggiati da ben 50 blindati e da elicotteri tutto intorno a piazza Taksim pur di evitare sul nascere focolai di proteste. Del resto in Turchia dopo la tragedia delle miniere di Soma la situazione è in ebollizione e la protesta nei confronti del governo ha toccato vette preoccupanti per Ankara. Il governatore di Istanbul, Huseyin Mutlu ha vietato ogni corteo, ma nonostante queste premesse la Piattaforma Taksim che l’anno scorso ha gestito la sommossa del Gezi Park, ha deciso comunque di portare in piazza manifestanti e simpatizzanti della sinistra a Istanbul ma anche ad Ankara e a Smirne e in tutti i grandi centri della Turchia. La sinistra sfida dunque Erdogan e lo accusa, non a torto, di  violare l’articolo 34 della costituzione, che garantisce la libertà di espressione. Il mondo ha dimenticato come la repressione della rivolta del Gezi Park aveva provocato otto morti e oltre 8000 feriti con tanto di bande di uomini del borghese che hanno picchiato manifestanti con mazze e bastoni. Insomma Erdogan sembra essere sempre più deciso a usare il pugno di ferro per tenere sotto controllo il Paese, e il silenzio della comunità internazionale non può che aiutarlo.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/fleshmanpix/9075932037/”>Michael Fleshman</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.0/”>cc</a>

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