Turchia. Guerriglia ad Ankara dopo il processo di un poliziotto omicidaTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Turchia. Guerriglia ad Ankara dopo il processo di un poliziotto omicida

Nella giornata di ieri ad Ankara si sono verificati pesanti scontri fuori dal tribunale a seguito del processo al poliziotto che ha ucciso il giovane attivista lo scorso giugno nel corso di una manifestazione. Fuori dal tribunale si sono verificati scontri molto pesanti. 

Ieri mattina in quel di Ankara si giudicava l’agente polizia che lo scorso giugno aveva freddato un giovane attivista chiamato Ethem Sarisuluk nel corso di una manifestazione. L’agente, Ahmet Sahbaz, è stato accusato di aver sparato a bruciapelo e senza motivo contro il manifestante che stava in quel momento protestando contro la repressione del governo di Erdogan nel corso delle proteste nate per la difesa del Gezi Park a Istanbul e contro il governo conservatore e islamista di Ankara. A incastrare l’agente ci sono anche diversi filmati che ritraggono il poliziotto mentre si avvicina al manifestante ed esplode diversi colpi di pistola prima di fuggire. In un conteso simile scontri e tensioni erano ampiamente prevedibili, motivo per cui la polizia ha letteralmente blindato l’aula del tribunale e nei mesi scorsi ha tentato vergognosamente di scagionare il poliziotto.

Durante l’udienza l’avvocato della polizia ha chiesto l’assoluzione del suo cliente, che secondo lui avrebbe agito per legittima difesa in quanto in pericolo di vita, anche se i filmati smentiscono assolutamente questa versione dei fatti. L’avvocato ha anche ottenuto che l’agente possa testimoniare in videoconferenza in collegamento dalla sua abitazione invece che comparire in aula al fine di tutelare la sua incolumità.  A settembre in una precedente udienza del processo il poliziotto omicida aveva provato a travestirsi e nascondersi nel pubblico ma i compagni del ragazzo ucciso lo hanno subito individuato e aggredito. Alla fine i giudici hanno negato l’arresto dell’agente, scatenando la rabbia popolare, e hanno rinviato l’udienza al prossimo 2 di dicembre. Il capo d’accusa che ora pende sull’agente è solo quello di “eccesso di legittima difesa“ per il quale l’imputato rischia al massimo cinque anni di carcere. Chiaramente questa decisione ha scatenato rabbia e indignazione, così le 2000 persone radunatesi davanti al palazzo di giustizia hanno cominciato a rumoreggiare scatenando la durissima reazione dei reparti antisommossa che hanno caricato senza pietà la folla utilizzando anche lacrimogeni e cannoni ad acqua. Alla fine i lacrimogeni sono stati sparati fin dentro il tribunale per sgomberarlo dei parenti e degli amici che continuavano a contestare il governo di Erdogan. Media di sinistra hanno parlato di tre feriti gravi e di una ventina di fermati prelevati persino nelle corsie d’ospedale dagli agenti.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/mtms/9005054154/”>mtmsphoto</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

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