Turchia. I medici accusano: "Due manifestanti uccisi dai lacrimogeni"Tribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Turchia. I medici accusano: “Due manifestanti uccisi dai lacrimogeni”

I medici turchi hanno pubblicato un comunicato con il quale condannano l’uso di gas lacrimogeni da parte della polizia nel corso delle manifestazioni. Secondo diverse associazioni almeno due persone sarebbero morte proprio per gli effetti dei gas usati come “armi chimiche”. 

Nella giornata di ieri sei associazioni di medici turchi hanno deciso di diramare un comunicato nel quale viene condannato l’uso dei gas lacrimogeni da parte della polizia turca nel corso delle manifestazioni che hanno infiammato il Paese per più di tre settimane. Secondo il personale sanitario almeno due persone avrebbero trovato la morte proprio a causa degli effetti dei gas utilizzati come “armi chimiche”. Secondo i bilanci ufficiali diffusi dalle autorità durante gli scontri tra manifestanti e polizia in diverse città della Turchia sarebbero morte quattro persone: due persone colpite da proiettili a Hatay e Ankara, un altro investito da un auto a Istanbul e un poliziotto caduto da un ponte ad Adana, nel sud del paese. Secondo i medici però, a questo bilancio andrebbero aggiunte anche le morti  di coloro che hanno riportato seri problemi respiratori e cardiaci a causa dell’inalazione di gas lacrimogeni, tra cui un uomo di 47 anni di Ankara e una donna di 50 anni di Istanbul che sono morti dopo essere stati esposti per lungo tempo ai gas durante le manifestazioni.  Secondo l’associazione di medici i poliziotti avrebbero utilizzato i gas lacrimogeni alla stregua di armi chimiche, lanciandoli in luoghi chiusi e a distanza ravvicinata. Secondo stime approssimative circa il 41% delle persone che hanno riportato danni da lacrimogeni erano a una distanza di meno di cinque metri dai candelotti di gas lacrimogeno, mentre il 21% si trovava in un luogo chiuso. Lo ha rivelato un’inchiesta della Società turca di medicina toracica condotta su 356 persone ricoverate perché colpite dai gas. Intanto, mentre Erdogan ha già dato avvia a una feroce repressione anche su internet, le proteste continuano in tutto il Paese. A Istanbul ormai la protesta è diventata pacifica con la protesta degli “uomini in piedi” inaugurata domenica da Erdem Gunduz.

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