Turchia. Indignazione di massa dopo la strage di SurucTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Turchia. Indignazione di massa dopo la strage di Suruc

La stampa turca ha reagito alla tremenda strage di Suruc dove sono morte decine di giovani di sinistra massacrati da una kamikaze dell’Isis accusando il governo Erdogan di non fare abbastanza per fermare la penetrazione dei jihadisti dello Stato Islamico. 

Ormai sono troppe le accuse mosse al governo turco di non fare abbastanza per fermare la penetrazione dello Statoi Islamico in territorio turco. Lo stesso Erdogan ha detto chiaramente di ritenere i curdi un pericolo per certi versi analogo a quello rappresentato dallo Stato Islamico.  Questa volta però la strage di giovani commessa a Suruc da una kamikaze 17enne ha suscitato una grande ondata di emozione ad Ankara, ancor più che si è trattato del primo vero attentato dell’Isis su suolo turco. La stampa turca per la prima volta ha accusato apertamente Erdogan di non aver fatto abbastanza contro i rischi dell’Isis in Turchia, anche perchè i miliziani dello Stato Islamico fanno indubitabilmente gli interessi di Ankara in Siria.

I quotidiani  vicini al governo hanno tentato invece in modo grottesco di accusare “forze esterne” di voler trascinare Ankara nel conflitto siriano, anche se in pochi ci credono visto che le fonti che parlano di legami oscuri tra servizi turchi e Isis sono facilmente reperibili anche solo utilizzando Google. I fedelissimi di Erdogan sostengono che dietro l’attacco che ha ucciso 32 attivisti della Federazione delle Associazioni della Gioventù Socialista ci sarebbe “una sinistra mano che vuol portare la guerra di Kobane in Turchia“. Ma intanto la “mano” di Ankara sembra essersi inserita eccome negli affari interni siriani dove ha prestato aiuto logistico ed economico ai ribelli anti-Assad. I quotidiani di sinistra invece accusano compatti Erdogan di non aver potuto o voluto mettere in sicurezza il confine siriano.

Come se non bastasse dopo la strage sembra che i servizi segreti turchi abbiano lanciato ripetuti allarmi sull’ingresso di militanti dell’Isis in Turchia. Il 22 giugno e il 3 luglio erano addirittura stati diramati dei dispacci che contenevano i nomi di sette jihadisti, tra cui ben tre donne. Duro l’attacco del quotidiano Hurriyet, dove l’editorialista Mehmet Yilmaz ha accusato Erdogan della strage in quanto “La coppia Erdogan-Davutoglu ha sbagliato i conti, provocato la guerra civile in un Paese vicino e chiuso un occhio davanti alle violazioni del confine e innocenti hanno pagato il prezzo dei loro errori”. E il resto del mondo? Come mai finge di combattere l’Isis e poi non dice nulla alla Turchia circa il suo comportamento equivoco?

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