Turchia. L'ombra del terrore avvolge IstanbulTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Turchia. L’ombra del terrore avvolge Istanbul

 Un terribile attacco kamikaze, quasi certamente dell’Isis secondo il governo, ha seminato morte nel centro di Istanbul provocando la morte di dieci turisti, di cui ben 9 sarebbero cittadini tedeschi. La Turchia dunque scopre sulla propria pelle il terrorismo islamico dopo che per anni ha tenuto un atteggiamento perlomeno ambiguo nei confronti del Daesh, concentrando invece la propria attenzione unicamente sui curdi.

Una esplosione terribile ha squarciato il cielo di Istanbul facendo piombare un’ombra scura sulla Turchia alle porte dell’Europa. Proprio la Turchia era stata al centro delle polemiche negli ultimi tempi a causa degli attriti con la Russia, e Putin ha accusato frontalmente Erdogan e la sua famiglia dopo l’abbattimento del Su-24 russo di commerciare con l’Isis e di appoggiare lo Stato Islamico. Per la verità anche ben prima delle accuse di Putin si affastellavano notizie di miliziani dell’Isis che si infiltravano in Siria passando indisturbati dalla Turchia, di conseguenza non è certo una novità che moltissimi cittadini turchi siano coinvolti in qualche misura nella guerra in Siria.

E’ anche un dato di fatto che Ankara ha concentrato la propria azione contro i curdi del Pkk piuttosto che contro il Daesh, non a caso Erdogan anche poche ore dopo la notizia dell’attentato di Istanbul realizzato da un jihadista dell’Isis (fonti di sicurezza turche) ha fatto un discorso generico contro il terrorismo includendovi anche i curdi e lanciandosi in una invettiva contro gli “intellettuali” che si scagliano contro l’operato del governo turco. Del resto quello di Istanbul che ha provocato dieci morti nel cuore turistico della città non è nemmeno stato il primo attentato, bensì il terzo subito dalla Turchia dopo quelli della stazione di Ankara e di Suruc, contro attivisti di sinistra e filocurdi. Insomma se è davvero stato lo Stato Islamico a seminare morte a Istanbul, ci si aspetterebbe un cambio di strategia da parte della Turchia nei confronti del Daesh e dei jihadisti, un cambiamento che invece non sembra essere minimamente preso in considerazione dal momento che per Erdogan e soci la lotta ad Assad e ai curdi per il predominio regionale sembra essere più importante di qualsiasi altra cosa.

Il delirio di onnipotenza di Erdogan lo ha portato quindi a identificare come nemici e terroristi tutti quelli che non sono dalla sua parte, dagli intellettuali ai comunisti fino ai curdi, tutti salvo quelli che realmente sono responsabili di aver infiammato il Medio Oriente. E se è vero come è vero che sarebbero migliaia i simpatizzanti jihadisti in Turchia, ecco che la strategia del Daesh potrebbe essere quella di infiltrarsi e di portare il terrore anche nel cuore della Turchia, scatenando quel caos di cui i terroristi, per natura, si nutrono. La cosa incredibile è che Erdogan al posto che chiedere aiuto al mondo contro il terrorismo ha preferito scagliarsi contro gli intellettuali dell’Occidente che osano definirlo autoritario, anche questo dovrebbe far capire il nervosismo e i rischi per la democrazia che corre il Paese. Non casualmente Ankara continua a lanciare offensive contro il Pkk mentre rimane immobile nei confronti del Daesh come accadde in quel di Kobane circa un anno fa, quando le immagini dei soldati turchi fermi al confine mentre l’Isis assediava i miliziani curdi dell’Ypg fecero il giro del mondo.

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