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venerdì , 26 maggio 2017
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Turchia-Kurdistan. Ecco le proposte di Ocalan

In Turchia continua a destare preoccupazione il rapporto conflittuale tra Ankara e il Pkk. Ora è arrivatala proposta del leader del PKK, Abdullah Ocalan, per arrivare a una tregua reale.

Turkish soldiers patrol and search for mines on a road surrounded by rugged mountains in south-eastern province of Sirnak 

Abdullah Ocalan, leader del PKK, secondo quanto riportato da Nena News, ha fatto una proposta precisa al governo di Ankara: una tregua a partire dal 21 marzo per porre fine alle ostilità. Il 21 marzo rappresenta il primo giorno del nuovo anno curdo e implicherebbe l’abbandono delle armi a partire dal mese di agosto. Il PKK (il Partito Curdo dei Lavoratori) dichiarerà un cessate il fuoco il giorno di Nevruz (il 21 marzo, ndr) e abbandonerà le armi entro luglio-agosto, dopo che si sarà discusso il ritiro dal Paese, ha detto il vice premier Bulent Arinc, leggendo le istruzioni girategli dal leader curdo Ocalan (condannato all’ergastolo, che sta scontando dal 1999 nell’isola turca di Imrali sotto stretta sorveglianza), in una lettera di 20 pagine consegnata ai parlamentari del partito filocurdo BDP. Fino a oggi il conflitto del PKK con il governo turco ha provocato la morte di oltre 35000 persone in circa trent’anni, una vera e propria guerra civile che però spesso i media preferiscono far rimanere sullo sfondo. Il PKK ha preteso comunque che il governo turco rispondesse alla proposta di pace entro dieci giorni. La proposta di pace è di cinque punti: cessate il fuoco da parte curda il 21 marzo, il ritiro entro agosto dei 4mila ribelli curdi dal territorio turco nel momento in cui Ankara garantirà di non attaccare i guerriglieri in partenza. Ma non è finita qui, il PKK ha anche chiesto il riconoscimento dell’identità curda nella nuova Costituzione turca (ovvero l’eliminazione di ogni discriminazione dovuta all’etnia di appartenenza) e la creazione di una speciale commissione parlamentare che gestisca la questione curda. I servizi segreti turchi hanno riallacciato i contatti con Ocalan a partire dal mese di dicembre, da quando cioè hanno avviato un  negoziato volto a porre fine alla lotta per l’autonomia del Kurdistan turco. Ci sono comunque delle precondizioni da entrambe le parti: ad esempio il PKK chiede il rilascio di migliaia di prigionieri politici detenuti in Turchia, e Ankara chiede invece che i guerriglieri lascino il territorio turco prima della ratifica della pace. In molti suggeriscono che Ocalan sia stato convinto a trattare a seguito di un indebolimento della sua figura all’interno del PKK, ma nella realtà la comunità curda, che rappresenta il 20% della popolazione turca, continua a sognare l’indipendenza, e quindi la figura di Ocalan ha un’ascendente importante soprattutto sulle milizie combattenti. Per far capire le proporzioni della guerra che fino a oggi ha opposto i miliziani curdi al governo di Ankara, secondo la Commissione parlamentare Terrorismo a oggi sarebbero morti oltre 8.000 ufficiali di Stato, 5.500 civili e circa 21.500 guerriglieri curdi.

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